L’opera dell’artista rosarnese Maria Morgante in esposizione permanente a Palazzo Campanella

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L’opera “Ciò che era uno (What was one)” dell’artista rosarnese Maria Morgante sarà esposta in forma permanente a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria.

Un nuovo segno di arte, integrazione e dialogo tra i popoli arricchisce il panorama culturale della Calabria. L’opera “Ciò che era uno (What was one)” dell’artista rosarnese Maria Morgante sarà esposta in modo permanente a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, come testimonianza di un impegno culturale e istituzionale a favore dell’inclusione sociale.

L’opera è stata acquisita dall’Ufficio di Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale e sarà fruibile stabilmente al pubblico, grazie al suo potente messaggio di umanità, rispetto e integrazione. La presentazione in anteprima si è svolta lunedì 12 gennaio, durante la conferenza stampa nella Sala Federica Monteleone, dal titolo “Dalla Calabria un modello europeo di integrazione e inclusione”. L’iniziativa ha voluto sottolineare come l’arte possa diventare uno strumento concreto per riflettere sui valori dell’accoglienza e della convivenza.

L’opera parte da un gesto semplice e simbolico: aprire un libro e trasformarlo in un mondo. Questo mondo è diviso a metà, a simboleggiare le fratture presenti nella società contemporanea – politiche, economiche, culturali e geografiche – ma indica anche come, nonostante le divisioni, l’umanità resti il filo comune che unisce tutti.

Il libro, separato in due metà, rappresenta culture e storie diverse, apparentemente lontane, ma legate da un filo rosso, simbolo di unità e dialogo. Le due sezioni, che richiamano la forma di un globo, sono sorrette da mani di colore diverso: non mani che dominano o respingono, ma mani che accolgono e sostengono, valorizzando la pluralità delle origini e dei percorsi individuali.

Le pagine scolpite raccontano sia storie già vissute sia quelle ancora da scrivere, attraversando temi come migrazione, fuga dalla fame, dalla guerra o dalle persecuzioni. Il filo rosso che attraversa l’opera rappresenta l’Europa come ponte e non come barriera: un legame che può unire ciò che è diviso, ricucire ciò che è stato strappato e dare continuità alle speranze spezzate.

Durante la conferenza, il Presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, ha consegnato all’artista una targa di riconoscimento, sottolineando come l’opera parli al presente con un linguaggio universale: «Maria Morgante trasforma pagine scolpite in un racconto capace di parlare a tutti, promuovendo inclusione, dialogo e umanità, con la forza della creatività calabrese».

A Palazzo Campanella, l’opera resterà come testimonianza permanente di una Calabria che sceglie di raccontarsi attraverso i valori di accoglienza, dignità e rispetto, mentre a livello europeo la Regione porta avanti iniziative di integrazione considerate modelli di buona pratica.

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