Melicucco, domenica marcia della Pace

Oggi più che mai serve educare le nuove generazioni e non solo a una cultura della pace. Se ci impegneremo a dare il giusto valore a questo grande dono che il Signore ci ha dato, potremo cambiare la società odierna che è consumata dall’egoismo, dalla gelosia, dalla crisi e da tutti i mali che la circondano. Creare una cultura di pace è possibile, bisogna partire da principi base, quali: il rispetto, la ascolto, l’umiltà, la disponibilità e l’apertura di mente e cuore, l’accettazione dell’altro che pur simile è diverso da me e per questo una ricchezza, l’attenzione a osservare le norme che regolano la convivenza civile nei vari ambiti. Infine non perché meno importante ma per dare il giusto valore, mettere Dio in tutto questo, solo affidandoci a Lui potremo far si che la pace nel mondo non sia solo utopia, ma possa diventare realtà.

Per tutti questi motivi, come ormai è tradizione della Chiesa universale (a partire dal messaggio del Papa per la giornata mondiale della Pace) e dell’ACR in modo speciale, il mese di gennaio è dedicato con un’attenzione particolare al tema della PACE, per offrire spunti per educare i ragazzi a una cultura di pace.

Per questo è fondamentale coinvolgere tutti in un momento di riflessione e sensibilizzazione, quale può essere la MARCIA DELLA PACE.

La pace soffia forte è lo slogan di quest’anno, si è pensato di abbinare la Pace al vento, per proporre ai bambini e ai ragazzi quel desiderio di Pace che da un confine all’altro della terra caratterizza il cuore dell’uomo.

Essa ha le caratteristiche del vento, invisibile, in costante movimento, impetuosa o silenziosa, capace di arrivare in ogni luogo e di stravolgere le carte in tavola. In un anno caratterizzato da numerose tensioni in molti angoli più o meno noti del nostro pianeta, questo slogan risuona più efficace che mai. L’obiettivo dei bambini, dei ragazzi, dei giovani e degli adulti di AC è di credere fino in fondo che il soffio di Pace, che viene da Dio, sia capace di raggiungere ogni angolo della terra, di far sentire la sua dolce potenza alle menti e ai cuori degli uomini, diventando così noi stessi, per primi, sentinelle e ambasciatori di questo vento di pace. L’aquilone diventa così il simbolo di questo soffio di Pace che vogliamo far arrivare al mondo. L’aquilone segue il vento e solo grazie ad esso riesce a volare e a rimanere in alto. Si riesce a tenerlo in alto solo seguendo l’orientamento e la forza del vento.

 

Il Presidente

Elena Nicolaci