Morra: “Mi scuso con chi è malato ma non mi dimetto”

Le frasi del senatore M5S su Jole Santelli e sul voto dei calabresi hanno innescato la rivolta del centrodestra, l’ira di Italia Viva, lo sdegno del Pd e perfino la presa di distanza del suo partito.

“Mi scuso con chi è malato ma sono stato strumentalizzato, non mi dimetto”, è la trincea di Morra che, in una diretta facebook, risponde punto per punto a chi lo bolla come “infame”: “i partiti si sono mangiati la sanità calabrese e il problema sarei io?”.

“Tallini è stato il più votato nel collegio di Catanzaro. È la dimostrazione che ogni popolo ha la classe politica che si merita”, spiega Morra che, insistendo nel suo personale “rimprovero” ai suoi corregionali, passa oltre: “Sarò politicamente scorretto, era noto a tutti che la presidente della Calabria Santelli fosse una grave malata oncologica. Umanamente ho sempre rispettato Santelli, politicamente c’era un abisso. Se però ai calabresi questo è piaciuto, è la democrazia, ognuno dev’essere responsabile delle proprie scelte”.

Sono state proprio queste ultime parole a scatena la bufera. Con Matteo Salvini, Giorgia Meloni e l’intera FI a guidare la rivolta.

Anche la presidente del Senato Casellati prende le distanze: “È una frase grave – ha detto interpellata dall’ANSA – che disonora le istituzioni. Perché infanga la memoria di Jole Santelli ritenuta colpevole di essere stata malata; perché discrimina senza umanità i malati specie quelli oncologici; perché delegittima la libera scelta degli elettori, perché offende i calabresi come fossero tutti delinquenti”.

“Morra si sciacqui la bocca e si dimetta”, attacca il leader della Lega. “E’ indegno, non restano che le dimissioni”, gli fa eco Antonio Tajani. “E’ disgustoso, vada via”, incalza Fabio Rampelli. La bufera si allarga, investendo anche la maggioranza. “Sono affermazione inaccettabili, chieda scusa”, è la richiesta di Ettore Rosato di Iv. “La pazienza ha un limite”, avverte il Dem Fausto Raciti. Dalla Calabria Roberta Santelli, sorella di Jole, si sfoga sui social: “si vergogni come uomo e come politico, e per favore si dimetta”. Mentre il presidente facente funzioni della Regione Nino Spirlì parla di “vergogna, scelleratezza, volgarità, commentando le parole di Morra”. Che, col passare delle ore, perde anche il sostegno del M5S. Prima Luigi Gallo, poi Giorgio Trizzino, infine il capogruppo alla Camera Davide Crippa parlano di parole “inaccettabili”. Su twitter, l’hashtag #Morradimettiti è il secondo trending topic del giorno. E, a metà pomeriggio, il M5S prende ufficialmente le distanze. “Le sue affermazioni non rispecchiano il nostro pensiero”, si legge in una nota.