Il punto nascita dell’Azienda ospedaliera di Cosenza conferma la sua eccellenza, raggiungendo oltre 2.000 nascite nel corso del 2025 e collocandosi al primo posto in Calabria per numero di parti. Un risultato che sottolinea l’efficacia delle scelte organizzative e della rete ostetrica e neonatologica regionale.
A darne notizia è la direzione dell’Azienda ospedaliera: “Un dato – si legge in una nota – che certifica la bontà delle scelte organizzative previste dal Piano di riorganizzazione regionale. Operano professionisti altamente specializzati di Ostetricia, Ginecologia e Neonatologia, con la presenza della Terapia intensiva neonatale e con l’assistenza garantita 24 ore su 24 in sala parto, a tutela di ogni nascita. Perché il parto, pur essendo un evento naturale, resta un momento delicato in cui anche situazioni rare ed emergenziali richiedono competenze elevate, prontezza e servizi di rianimatori e terapia intensiva sia per il neonato che per la mamma“.
“Il Punto Nascita Hub di Cosenza – prosegue la nota – insieme all’Unità Operativa di Neonatologia diretta da Gianfranco Scarpelli, lavora in stretta rete con i Punti nascita spoke della provincia, con le strutture territoriali e i consultori, seguendo le più aggiornate indicazioni scientifiche. Una rete in cui ogni nodo è fondamentale. L’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia, diretta da Maurizio Guido, ha attivato tutti gli ambulatori, modulando l’assistenza in base ai bisogni clinici: dalla gravidanza a basso rischio a quella fisiologica, fino alle gravidanze a rischio. È inoltre sempre operativo un team multidisciplinare per la diagnosi prenatale e la medicina fetale“.
“La riorganizzazione ha consentito di concentrare le gravidanze a rischio e più complesse nell’Ospedale Hub, mentre negli ospedali spoke vengono gestite le gravidanze fisiologiche, in linea con le disposizioni ministeriali. Un modello che ha permesso una razionalizzazione efficace delle risorse e un utilizzo ottimale delle strutture pubbliche. Ancora una volta, l’esperienza conferma quanto sia fondamentale concentrare le cure ad alta complessità in pochi centri altamente specializzati. Trattare un maggior numero di pazienti con patologie complesse significa garantire prestazioni migliori e risultati più efficaci, in piena coerenza con il nuovo disegno di legge nazionale approvato dal Consiglio dei Ministri“
































