Ospedale di Polistena, rischio chiusura dell’Anestesia-Rianimazione: al via il presidio permanente

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Sanità calabrese in emergenza, cittadini e sindaci mobilitati per difendere il diritto alla salute nella Piana di Gioia Tauro

Le notizie relative alla possibile chiusura del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Polistenacontinuano a suscitare forte allarme tra cittadinioperatori sanitari e istituzioni locali. Un’eventualità che, se confermata, comprometterebbe in modo irreversibile la funzionalità dell’ospedale e la sicurezza dell’assistenza sanitariaper l’intero territorio della Piana di Gioia Tauro.

La situazione sarebbe determinata dall’impossibilità di prorogare i contratti ai medici liberi professionisti, con pesanti ricadute sull’organizzazione dei servizi. L’assenza di anestesisti e rianimatori rende infatti a rischio l’operatività delle sale operatorie, mettendo in discussione sia gli interventi chirurgici programmati sia quelli in emergenza.

A peggiorare il quadro contribuisce l’assenza temporanea di alcuni medici cubani, attualmente in periodo di riposo fino al mese di febbraio. Una circostanza che conferma quanto il loro contributo sia stato essenziale per garantire la continuità assistenziale, ma che allo stesso tempo evidenzia l’inadeguatezza di una gestione sanitaria fondata su soluzioni temporanee e non strutturali da parte della Regione Calabria.

In risposta a questa situazione, da oggi il Comitato per la tutela della salute avvia un presidio permanente davanti all’Ospedale di Polistena. Una scelta chiara e irrevocabile: la mobilitazione non si interromperà e le tende non verranno rimosse fino a quando non arriveranno risposte immediate, concrete e verificabili da parte dell’ASP e della Regione Calabria.

Il Comitato chiede l’apertura di un confronto stabile e continuo, che coinvolga non solo i cittadini, ma anche i sindaci del territorio, uniti nel rifiuto di ulteriori promesse disattese e annunci privi di contenuti. Nel mirino finiscono le responsabilità dell’ASP e del presidente della Regione Roberto Occhiuto, chiamati a chiarire il futuro del presidio ospedaliero.

Secondo il Comitato, la situazione ha ormai superato il limite della tollerabilità. Le criticità denunciate si trascinano da anni e oggi impongono una svolta immediata, a tutela del diritto alla salute e della vita delle persone.

Da qui la richiesta di un incontro diretto con la dottoressa De Furia, invitata a recarsi sul territorio con una visione chiara e interventi immediati, a partire dal rafforzamento del personale sanitario. Un passaggio ritenuto indispensabile non solo per salvaguardare la Rianimazione dell’Ospedale di Polistena, ma anche per sostenere altri reparti in grave sofferenza, come la Psichiatria, che oggi riesce a garantire l’attività con sole tre dottoresse.

Il Comitato conclude annunciando che sindaci e cittadini vigileranno passo dopo passo sull’evolversi della situazione e che la mobilitazione è pronta a proseguire in tutte le sedi opportune, senza accettare ulteriori rinvii o soluzioni tampone, per difendere l’ospedale di Polistena e l’intero sistema di sanità pubblica del territorio.

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