Ponte sullo Stretto: Governo approva il Decreto Legge sui commissari e cancella le norme contestate

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Ponte sullo stretto progetto

Il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge sulle Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni: l’obiettivo è superare i rilievi della Corte dei Conti e le perplessità del Quirinale.


Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al decreto legge recante “Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni”. Il provvedimento, nelle intenzioni dell’Esecutivo, punta a superare i rilievi sollevati dalla Corte dei Conti, correggendo alcune delle norme più controverse contenute nella bozza iniziale del testo.

Le novità del decreto

Tra le principali modifiche introdotte nel testo approvato, salta la norma che prevedeva la nomina di Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, a commissario straordinario incaricato di “coordinare” l’iter legislativo per la riscrittura della delibera del Cipess, il Comitato interministeriale di Palazzo Chigi chiamato ad approvare il progetto del Ponte sullo Stretto.

Vengono inoltre eliminati i commi che avrebbero limitato i poteri di controllo della Corte dei Conti, impedendo ai magistrati contabili di valutare la legittimità di numerosi atti amministrativi. Proprio queste disposizioni avevano suscitato forti proteste da parte della magistratura contabile e attirato l’attenzione del Quirinale, che aveva sollecitato una revisione del testo.

Stop allo scudo erariale

Dal decreto scompare anche il cosiddetto scudo erariale per i responsabili del procedimento, una misura che avrebbe ridotto la responsabilità amministrativa e contabile dei funzionari coinvolti. Anche questo punto era stato oggetto di critiche per il rischio di comprimere i controlli sulla spesa pubblica.

Obiettivo: superare i rilievi istituzionali

Con le modifiche approvate, il Governo mira a rafforzare l’equilibrio tra accelerazione delle opere e rispetto delle garanzie costituzionali, cercando di evitare nuovi conflitti istituzionali con la Corte dei Conti e la Presidenza della Repubblica.

Il decreto legge passa ora all’esame del Parlamento per la conversione, dove non si escludono ulteriori interventi correttivi.

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