Porto di Gioia Tauro, consegnato il nuovo posto di controllo frontaliero: investimento da 2,7 milioni per i traffici internazionali

34


Un passo strategico per lo sviluppo del Porto di Gioia Tauro: è stato ufficialmente consegnato al Ministero della Salute il nuovo posto di controllo frontaliero (Pcf), infrastruttura chiave per la gestione dei flussi commerciali internazionali e per il rafforzamento della sicurezza sanitaria e alimentare.

L’Autorità di sistema portuale dei mari Tirreno meridionale e Ionio ha formalizzato la consegna attraverso un contratto di comodato d’uso sottoscritto dal presidente Paolo Piacenza e dal direttore Uvac/Pcf Campania, Calabria e Sicilia del Ministero della Salute, Alessandro Raffaele.

Realizzata con un investimento di 2,7 milioni di euro, la struttura rappresenta il risultato di una collaborazione istituzionale mirata a sostenere lo sviluppo economico dell’area portuale, nel rispetto delle politiche di sanità pubblica e prevenzione.

Il nuovo border control post sostituisce le precedenti strutture e diventa un unico punto di controllo per merci, alimenti, mangimi e animali vivi, garantendo maggiore efficienza e rapidità nelle operazioni ispettive e nel rispetto delle normative europee.

Situata in prossimità del terminal MCT, la struttura si estende su una superficie di circa 4.000 metri quadrati, articolata in tre capannoni retrattili con 34 moduli prefabbricati:

  • 22 destinati al posto di controllo frontaliero
  • 6 per il servizio fitosanitario
  • 3 per l’Agenzia delle dogane
  • 3 per la Guardia di finanza

L’impianto è inoltre dotato di una cella frigorifera di 190 metri quadrati, suddivisa in ambienti a temperatura differenziata per garantire la corretta conservazione delle merci, dai prodotti congelati fino a quelli a temperatura ambiente.

All’interno del centro operano in sinergia tutte le autorità competenti, tra cui il Ministero della Salute, il servizio fitosanitario e l’Agenzia delle dogane, assicurando un controllo coordinato e completo sulle merci provenienti da Paesi terzi.

Con l’attivazione del nuovo Pcf, il porto di Gioia Tauro si conferma un nodo strategico per il transhipment nel Mediterraneo e un punto di ingresso fondamentale per le merci dirette nell’Unione Europea. L’infrastruttura risponde inoltre alle esigenze dei moderni accordi internazionali, come quello tra UE e Mercosur, destinati a incrementare i flussi commerciali e a generare benefici per operatori e consumatori.

Articolo precedente Calabria, venti di burrasca e onde alte: diramata allerta gialla
Articolo successivoPartono per Sharm e lasciano 5 figli minorenni soli in casa