Prosegue il percorso educativo del progetto “Chiediti se sono felice”, ideato dall’associazione Il Dono e dalla già Garante della Salute della Regione Calabria Annamaria Stanganelli, volto a sensibilizzare gli studenti calabresi su violenza, bullismo, dipendenze e demenza, attraverso testimonianze, interventi specialistici e attività interattive.
Nei giorni scorsi, alcune prime e seconde classi del Liceo Scientifico Galileo Galilei di Lamezia Terme hanno partecipato all’incontro, ospitato presso l’auditorium dell’Istituto Comprensivo Perri – Pitagora – Don Milani, sotto la guida del dirigente scolastico Giuseppe De Vita.
La tappa lametina del 27 marzo ha avuto come tema centrale “Quando il silenzio pesa, ascoltare il disagio e prevenire le dipendenze”. Dopo i saluti di De Vita e della responsabile del progetto per il liceo, Maria Falvo, è intervenuto il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, illustrando il ruolo delle forze dell’ordine nel prevenire e gestire situazioni di disagio giovanile.
Di grande impatto l’intervento della psicologa della Polizia di Stato Martina Drago, che ha analizzato le cause del disagio adolescenziale, offrendo strumenti concreti di consapevolezza e prevenzione. Fondamentale anche la testimonianza di Maria Elisabeth Rosanò, sociologa e figlia di una vittima di femminicidio, che ha sensibilizzato gli studenti sui comportamenti violenti, sulla violenza domestica e sul bullismo.
La presidente della Fondazione Ragi Ets, Elena Sodano, ha condotto un esperimento sensoriale per far comprendere agli studenti le difficoltà vissute dalle persone affette da demenza, mentre il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria, Mimma Caloiero, ha parlato di salute, alimentazione e stili di vita.
Il presidente dell’associazione Il Dono, Alfonso Toscano, ha raccontato le motivazioni alla base del progetto, promuovendo anche la cultura della donazione degli organi. L’iniziativa è stata arricchita dall’esibizione della pianista Maria Manduca e dalla proiezione del video del corpo di ballo Sismo, dedicato ad Anya, madre di Maria Elisabeth Rosanò. I lavori sono stati moderati dalla giornalista Tiziana Bagnato.
Il progetto, che coinvolge oltre 10mila studenti in Calabria, conferma l’importanza di un approccio integrato tra testimonianze, educazione e prevenzione, contribuendo a creare una cultura di consapevolezza e solidarietà tra i più giovani
































