Reggio Calabria: Diritto alla casa: la protesta in piazza

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Le associazioni ed i movimenti riuniti nell’Osservatorio sul disagio abitativo con un gruppo di famiglie e l’associazione Ancadic sono ritornate a  protestare in piazza perché l’Amministrazione Falcomatà continua a non garantire il diritto alla casa come nella passata consiliatura.

L’aver nominato un assessore per questo settore, fino ad oggi,  non ha cambiato nulla.

 Dopo 5 mesi dall’ insediamento della nuova Amministrazione Falcomatà il settore comunale, che dovrebbe  garantire il diritto alla casa alle famiglie a reddito basso, è sempre più sprovvisto del  personale necessario ed è fermo su ogni pratica .

Dal 2019 non si sa nulla del finanziamento degli 11 milioni di euro del Decreto Reggio destinato all’acquisto di nuovi alloggi da assegnare agli aventi diritto. Da novembre 2019  il Comune attenderebbe dal Ministero  delle Infrastrutture e Trasporti il definitivo assenso per l’utilizzo del finanziamento. Ma non sembra che l’Amministrazione Falcomatà abbia mai sollecitato  adeguatamente la risposta

Da anni il Comune non applica in modo completo le verifiche sul mantenimento dei requisiti degli assegnatari previste dalla normativa regionale per garantire la legalità del settore ed applicare il turn-over che consente  di ottenere degli  alloggi da riassegnare. Questa mancanza del Comune  ha permesso che una parte del patrimonio degli alloggi popolari sia utilizzato sistematicamente per il profitto personale di tanti soggetti e non per garantire il diritto alla casa .

Il Comune non agendo sulle azioni che gli garantirebbero di ottenere il controllo legale e gli alloggi da assegnare non effettua assegnazioni .

Qualche centinaio di famiglie,  che ha vinto il bando 2005  secondo la graduatoria pubblica nel  gennaio 2012,   da nove anni attende inutilmente  l’assegnazione di un alloggio da parte del Comune.

Negli ultimi 6 anni solo le prime sette  famiglie della graduatoria hanno avuto assegnato un alloggio.

Per le emergenze abitative ( sfratti, violenze domestiche, crollo di alloggi) dopo l’approvazione del regolamento comunale nel gennaio 2018 trecentoundici (311)   famiglie hanno fatto richiesta di un alloggio . Ma  dopo quasi tre anni di queste domande solo 28 sono state ritenute idonee con la graduatoria definitiva pubblica il 22 dicembre 2020. Le altre 283 istante , tra le quali ci sono quelle di famiglie sfrattate e donne che hanno subito violenza domestica, sono state scartate. Dopo tre mesi dalla pubblicazione della  graduatoria e qualche anno dalla presentazione delle domande nemmeno le 28 famiglie vincitrici hanno ancora  avuto assegnato  un alloggio.

E’ chiaro che il regolamento comunale è del tutto  inadeguato per gestire le emergenze abitative . Il Comune dovrebbe modificarlo ed intanto dovrebbe applicare  la norma regionale.

Per lo sfratto della famiglia Battaglia che verrà eseguito il 22 marzo prossimo  l’Amministrazione Falcomatà ha deciso di non garantire l’assegnazione di un alloggio  in considerazione della procedura  del regolamento comunale, ma l’art. 31 della legge regionale 32/1996  lo consentirebbe.

Sempre sul tema dell’emergenza abitativa per  il progetto comunale  dell’ex Polveriera  interrotto nel 2018, il Comune continua a non riavviare il programma lasciando nel ghetto  in condizioni abitative terribili  16 famiglie.

Il diritto  alla casa non è  negato solo a chi chiede l’assegnazione di un alloggio  ma pure a chi l’ha già avuta. Difatti , per il diritto al cambio alloggio il Comune di Reggio Calabria e l’Aterp Calabria da 24 anni non applicano la normativa regionale del 1996. Solo dopo la diffida presentata dagli enti dell’Osservatorio sul disagio abitativo  nel luglio 2020 il Comune di Reggio Calabria e l’Aterp Calabria hanno applicato  una parte della normativa costituendo a settembre 2020  la Commissione mobilità.  Ma dopo 6 mesi i due enti continuano a non completare l’applicazione della norma con l’approvazione del piano mobilità . Anche questa è una grave violazione del diritto all’alloggio, soprattutto per i casi in cui le condizioni alloggiative mettono in pericolo la salute .

Anche la manutenzione straordinaria degli alloggi comunali non viene garantita  dal Comune ormai da anni.  Difatti negli ultimi 6 anni il Comune ha accantonato su un conto le entrate dai canoni e dalle vendite degli alloggi comunali che avrebbe dovuto , invece,  utilizzare per la manutenzione. Anche l’Aterp Calabria non garantisce per i suoi alloggi la necessaria manutenzione straordinaria.

Per questo molte famiglie assegnatarie sono costrette ad abitare in gravi condizioni antigieniche. Coerentemente con questa negazione della politica degli alloggi l’Amministrazione comunale, in questi giorni, pur avendo la possibilità di chiedere con il  Programma nazionale per la qualità dell’abitare  fino a 15 milioni di euro per acquistare alloggi da assegnare alle  famiglie  non l’ha fatto. Ha preferito presentare tre  proposte che  molto marginalmente riguardano il diritto alla casa.

Ma mentre l’Amministrazone continua a non attuale la politica degli alloggi popolari  nei prossimi mesi con lo sblocco degli sfratti molte famiglie reggine si potrebbero trovare sulla strada.  A parlare con gli enti e le famiglie in Piazza è venuto l’assessore Albanese il quale ha risposto a qualche  quesito . Ha  dichiarato che le verifiche sugli alloggi sono già partite, che entro 10 giorni il Comune comincerà ad assegnare gli alloggi per il bando 2005 e per l’emergenza abitativa secondo le due graduatorie e che presto il Ministero Infrastrutture e Trasporti firmerà l’autorizzazione per i finanziamento di 11 milioni.

Per quanto riguarda lo sfratto della famiglia Battaglia l’assessore Albanese ha sostenuto che vista la graduatoria delle emergenze abitativa già approvata si dovrà procedere con una misura di aiuto dei servizi sociali.

Il prossimo appuntamento è tra 10 giorni.

Reggio Calabria, 19 marzo 2021

Osservatorio sul disagio abitativo

Un Mondo Di Mondi

CSOA  Angelina  Cartella

Reggio Non Tace

Ancadic

Società dei Territorialisti/e Onlus

Collettiva AutonoMia

 

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