Sanità calabrese, deficit e diritto alla salute: la Cgil Calabria interviene dopo la fine del commissariamento, denunciando criticità strutturali e carenze nei servizi.
La Cgil Calabria commenta la decisione del Consiglio dei Ministri di porre fine al commissariamento della sanità in Calabria, evidenziando come, dopo 17 anni, non si siano registrati miglioramenti né sul piano dei conti né su quello dei servizi sanitari.
Secondo il sindacato, i cittadini continuano a fare i conti con liste d’attesa lunghe, la necessità di curarsi fuori regione o di ricorrere al privato, con un crescente peso economico sulle famiglie e, in alcuni casi, la rinuncia alle cure.
La Cgil solleva inoltre dubbi sugli impegni futuri per affrontare il deficit della sanità regionale, recentemente certificato in circa 118 milioni di euro dalla Corte dei Conti, sottolineando come l’uscita dal commissariamento non possa prescindere dal rientro dal debito e dal rilancio della rete ospedaliera e della sanità territoriale.
Il sindacato richiama anche il rischio legato alla scadenza del PNRR, che potrebbe compromettere la realizzazione delle Case della Comunità e il potenziamento dei servizi di prossimità.
La Cgil Calabria conferma infine la propria mobilitazione, annunciando iniziative sul territorio e una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata al rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e alla valorizzazione del personale sanitario.
































