Sanità Calabria, Cgil: “Serve coraggio nella spesa, subito confronto sull’emergenza urgenza”

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Ospedale - corsia

Dopo la fine del commissariamento della sanità, i sindacati chiedono un cambio di passo alla politica regionale, con interventi concreti su servizi e personale, a partire dall’emergenza urgenza.

La FP CGIL e la CGIL Calabria sottolineano come la fine del Commissariamento della Sanità in Calabria rappresenti un passaggio importante ma non ancora sufficiente per garantire una piena normalizzazione del sistema sanitario regionale.

Secondo il sindacato, si tratta di una fase di transizione che riporta la Calabria a una gestione ordinaria, pur mantenendo i vincoli del piano di rientro, che dovranno essere rispettati fino al raggiungimento dell’equilibrio dei conti e dei Livelli essenziali di assistenza (LEA).

«D’ora in avanti – evidenziano – ogni azione sarà responsabilità della politica, che avrà margini di scelta autonomi senza dover ricorrere preventivamente ai Ministeri».

Pur ribadendo la necessità di mantenere criteri rigorosi nella gestione delle risorse per evitare sprechi e cattiva amministrazione, la CGIL richiama la politica a recuperare una reale capacità decisionale: «Serve il coraggio di spendere, individuando le priorità per rispondere ai bisogni dei cittadini e dei lavoratori».

Negli ultimi anni, infatti, la riduzione del debito sarebbe stata accompagnata da una contrazione significativa della spesa pubblica, con ricadute sulla qualità dei servizi sanitari e sulle possibilità di assunzione del personale. Una situazione che, secondo il sindacato, non si sarebbe verificata con la stessa intensità nel settore privato accreditato.

Permangono inoltre criticità nei livelli di assistenza, in particolare nell’area territoriale, mentre risultati appena sopra la soglia minima sono stati raggiunti solo in ambito ospedaliero e nella prevenzione. Condizioni che, unite alla carenza di investimenti e a scelte organizzative discutibili, avrebbero inciso negativamente sia sull’assistenza ai cittadini sia sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari.

Per la FP CGIL Calabria, i nuovi margini di governance devono tradursi in un miglioramento concreto dei servizi, a partire da quelli più critici: sanità territoriale, emergenza urgenza, pronto soccorso e fabbisogno di personale, con la necessità di un piano straordinario di assunzioni.

Proprio sul fronte dell’Emergenza Urgenza, il sindacato ha richiesto un incontro urgente al presidente Roberto Occhiuto. Secondo la CGIL, la recente riforma del SUEM 118 e il trasferimento delle funzioni ad Azienda Zero non avrebbero risolto le problematiche esistenti, ma in alcuni casi ne avrebbero generate di nuove.

Tra le principali criticità segnalate, un diffuso malcontento tra gli operatori legato alle condizioni giuridiche, economiche e organizzative del lavoro, oltre a incertezze normative che potrebbero sfociare in contenziosi.

«La centralità del servizio di emergenza urgenza – conclude la CGIL – richiede condizioni organizzative adeguate e un clima lavorativo sereno: non si può fare affidamento solo sulla professionalità degli operatori».

Per il sindacato, il rilancio della sanità calabrese deve partire proprio da questi nodi strategici.

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