Sanità, Scarcella rilancia la riorganizzazione della nefrodialisi: “Un unico centro a Gioia Tauro per garantire cure migliori”

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Una riorganizzazione complessiva del servizio di nefrodialisi della Piana di Gioia Tauro, con l’accorpamento dei centri di Palmi e Taurianova presso l’ospedale di Gioia Tauro. È la proposta avanzata dal sindaco Simona Scarcella, che rivolge un appello ai nuovi vertici dell’Asp di Reggio Calabria affinché venga avviata una valutazione tecnico-organizzativa finalizzata a superare le gravi criticità che da tempo interessano il settore.

Secondo il primo cittadino, l’attuale assetto dei due centri dialisi, distanti tra loro circa quindici chilometri e collocati al di fuori dell’ospedale spoke, non è più in grado di garantire un’assistenza efficiente ai pazienti nefropatici. Una situazione aggravata dalla cronica carenza di personale medico e infermieristico e dalle crescenti difficoltà nell’assicurare la copertura dei turni di servizio, oltre che gli interventi specialistici per i pazienti ricoverati e le emergenze.

«Il personale oggi disponibile – evidenzia Scarcella – deve garantire assistenza a circa 110 pazienti emodializzati, oltre a centinaia di pazienti nefropatici e trapiantati. Una condizione ormai insostenibile che rende estremamente complessa l’organizzazione del servizio, dalla copertura dei turni alla concessione di ferie e congedi, configurando una vera emergenza sanitaria per tutta la Piana».

Alle difficoltà organizzative si aggiungono quelle strutturali. Nei due centri, infatti, manca il supporto immediato delle specialistiche di Cardiologia e Rianimazione per la gestione delle urgenze. Inoltre, l’assenza di un laboratorio analisi obbliga al trasferimento quotidiano dei campioni biologici e delle trasfusioni mediante navetta, con inevitabili ritardi nei tempi clinici e un conseguente aumento dei costi di gestione.

Da qui la proposta dell’amministrazione comunale di concentrare il servizio presso l’ospedale di Gioia Tauro, struttura che dispone già di pronto soccorso, laboratorio analisi, servizio di Cardiologia, reparto di Medicina e farmacia ospedaliera.

«L’accorpamento dei due centri – prosegue il sindaco – consentirebbe di ridurre sensibilmente tempi e costi, migliorando al tempo stesso la qualità dell’assistenza. La presenza di un reparto di Medicina permetterebbe inoltre di sviluppare un programma di dialisi peritoneale, ampliando l’offerta terapeutica e garantendo ai pazienti un percorso assistenziale più completo e sicuro»

Per Scarcella si tratta di una scelta dettata non solo da esigenze organizzative, ma soprattutto dalla necessità di assicurare ai cittadini della Piana un servizio sanitario più efficiente e in linea con i Livelli Essenziali di Assistenza.

L’appello è ora rivolto alla Direzione generale dell’Asp di Reggio Calabria, chiamata a valutare i benefici clinici, economici e organizzativi della proposta e ad avviare un piano di riorganizzazione che possa trasformare l’ospedale di Gioia Tauro nel punto di riferimento per la nefrodialisi dell’intero comprensorio.

Una proposta che punta a coniugare razionalizzazione delle risorse, qualità delle cure e sicurezza dei pazienti, in un territorio che da anni chiede risposte concrete sul fronte della sanità.

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