La gestione della sicurezza degli edifici scolastici finisce al centro di un’inchiesta giudiziaria. La Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di tre figure istituzionali, ritenute coinvolte – a vario titolo – nella gestione degli interventi su due strutture scolastiche che, secondo l’ipotesi investigativa, avrebbero presentato un potenziale rischio di crollo.
I Carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (articolo 415-bis del codice di procedura penale) nei confronti di tre soggetti istituzionali del Comune di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.
L’attività investigativa, condotta dai militari dell’Arma e coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore capo Domenico Guarascio, ha riguardato presunte condotte attive e omissive legate alla gestione della sicurezza strutturale degli edifici scolastici.
Le scuole interessate dalle indagini
Gli accertamenti si sono concentrati sugli edifici della Scuola Primaria e della Scuola dell’Infanzia situati nella località Le Castella, nel territorio comunale di Isola Capo Rizzuto.
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli edifici avrebbero presentato un presunto rischio di crollo, con la conseguente esposizione a potenziali pericoli per alunni, docenti e personale scolastico.
I tre indagati
Il provvedimento riguarda tre figure con responsabilità istituzionali e tecniche:
- il sindaco del Comune di Isola Capo Rizzuto, accusato di non aver adottato, pur essendo consapevole dello stato di ammaloramento strutturale degli edifici, i provvedimenti necessari e urgenti per garantire la sicurezza delle strutture scolastiche;
- il responsabile del Settore Lavori Pubblici del Comune, ritenuto responsabile di aver consentito l’esecuzione di interventi di manutenzione straordinaria considerati inidonei alla messa in sicurezza, effettuati senza un progetto esecutivo e in difformità dalle indicazioni tecniche fornite dai consulenti e dai Vigili del Fuoco;
- il direttore dei lavori pro tempore, per aver eseguito lavori ritenuti non conformi e per una presunta falsità ideologica in atto pubblico, avendo attestato la realizzazione degli interventi “a regola d’arte”, nonostante – secondo l’ipotesi accusatoria – fossero limitati e non risolutivi del problema strutturale.
I reati contestati
Ai tre indagati vengono contestati, a vario titolo e anche in concorso tra loro, diversi reati:
- pericolo di crollo di costruzioni (articolo 434 del codice penale);
- frode nelle pubbliche forniture (articolo 356 del codice penale);
- falso ideologico in atto pubblico (articolo 479 del codice penale).
Secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, i fatti sarebbero stati commessi con l’aggravante dell’abuso dei poteri pubblici.
La fase delle indagini preliminari
La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari rappresenta una fase procedurale che consente agli indagati di prendere visione degli atti dell’inchiesta e presentare memorie difensive o richieste di interrogatorio prima delle eventuali determinazioni della Procura.
L’indagine punta a fare piena luce sulla gestione degli interventi di sicurezza negli edifici scolastici e sulle eventuali responsabilità legate alla tutela dell’incolumità di studenti e personale scolastico.































