Un’indagine della Guardia di Finanza ha scoperto un presunto raggiro ai danni dell’Inps da circa 1,4 milioni di euro, realizzato tramite identità false di 59 donne inesistenti, tutte con più figli a carico.
Un presunto raggiro all’Inps, commesso tra il nord barese e la provincia di Foggia, avrebbe consentito a due persone di incassare indebitamente circa 1,4 milioni di euro dell’assegno unico universale, “in nome e per conto” di 59 donne di nazionalità romena, tutte inesistenti e con 5/6 figli a carico.
La Guardia di Finanza, a seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Foggia, ha eseguito un sequestro preventivo d’urgenza nei confronti dei due indagati residenti nella provincia dauna. Il provvedimento, già convalidato dal Tribunale di Foggia, riguarda anche dieci immobili, un’autovettura, denaro contante, 92 conti correnti e oggetti d’oro.
Sono indagate altre due persone, un dipendente dell’anagrafe di un Comune del nord barese e un dipendente di un caf di Foggia, non destinatari del provvedimento cautelare. Secondo gli investigatori, il dipendente comunale – indagato anche per falso ideologico in atto pubblico – avrebbe formato le residenze anagrafiche per 59 donne inesistenti, rilasciando altrettante carte di identità false, create con l’ausilio della intelligenza artificiale. L’inesistenza dei soggetti è stata verificata con il supporto dei carabinieri di Trinitapoli e dei canali di cooperazione con organi esteri.
Una volta generate le identità fasulle, sono stati creati contratti di lavoro fittizi in due imprese agricole di Cerignola, così da certificare i requisiti necessari per le richieste di assegno unico universale, tutte presentate all’Inps dal dipendente del caf, indicando per ciascuna donna 5/6 figli a carico, ottenendo un importo mensile medio di circa 2.300 euro per nucleo familiare inesistente.
Il presunto raggiro si sarebbe poi completato con l’attivazione di 59 carte Postepay intestate alle donne inesistenti, dai cui sportelli Postamat gli altri due complici prelevavano regolarmente gli importi accreditati, come documentato dagli investigatori durante le operazioni di controllo.































