San Ferdinando – Tendopoli nel terrore: estorsioni e minacce con machete, un arresto

112

Un clima di paura costante, fatto di minacce quotidiane, richieste di denaro e intimidazioni armate.

È questo lo scenario ricostruito dai Carabinieri della Stazione di San Ferdinando, che nelle scorse ore hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo, originario del Ghana, domiciliato presso la tendopoli cittadina, ritenuto gravemente indiziato di atti persecutori e tentata estorsione aggravata dall’uso di armi.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica di Palmi, guidata dal dott. Emanuele Crescenti, al termine di un’articolata attività investigativa avviata a seguito delle ripetute denunce presentate da un connazionale dell’indagato.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vicenda avrebbe avuto inizio nell’ottobre 2025 per un banale dissidio legato all’alimentazione elettrica all’interno della tendopoli. Da quel momento, l’uomo avrebbe fatto irruzione nella tenda della vittima, danneggiandone i beni e minacciandola di morte brandendo un’accetta, dando avvio a una vera e propria escalation di violenze e intimidazioni.

Le indagini hanno delineato un quadro particolarmente grave: l’indagato, spesso armato di machete, coltelli o accette, avrebbe imposto alla vittima il pagamento quotidiano di somme comprese tra i 50 e i 100 euro, presentandole come una sorta di “affitto”. Il mancato pagamento avrebbe comportato minacce, aggressioni verbali e il divieto di dormire nella propria tenda o di ospitare altre persone, configurando un sistema di estorsione continuativa.

Non solo richieste di denaro, ma anche comportamenti umilianti e atti intimidatori volti a soggiogare psicologicamente la persona offesa, costretta a vivere in uno stato permanente di ansia e timore. La paura di ritorsioni l’avrebbe spinta a modificare radicalmente le proprie abitudini quotidiane, evitando persino di allontanarsi o lasciare incustodito il proprio alloggio.

Determinante, ai fini del quadro indiziario, il sequestro dell’accetta utilizzata per le minacce, rinvenuta dai Carabinieri nel corso di una perquisizione.

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la Casa Circondariale, come disposto dall’Autorità Giudiziaria, per tutelare l’incolumità della vittima e prevenire ulteriori condotte violente.

Articolo precedente Maltempo nel reggino – scuole chiuse, alberi caduti e voli dirottati
Articolo successivoMaltempo in Calabria: esondano fiumi, famiglie isolate e strade chiuse