La mobilitazione di USB e Orsa Porti davanti al porto di Gioia Tauro ha trovato conferma nelle risposte del Governo alle interrogazioni parlamentari sul passaggio di materiali bellici e dual use nei porti italiani, sottolineando la fondatezza delle denunce sul traffico di merci legate all’industria della guerra.
Nella giornata di ieri, insieme a BDS, GMTG e altre realtà del Coordinamento Calabria per la Palestina, si è svolta un’iniziativa di volantinaggio e confronto con le lavoratrici e i lavoratori del porto, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sul passaggio di materiali bellici in un contesto internazionale segnato da guerre che colpiscono le popolazioni civili. Contemporaneamente, la Commissione Trasporti della Camera ha discusso le interrogazioni a risposta immediata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, tra cui quella del deputato M5S Mario Perantoni sul caso della nave MSC Vega e dei container fermati a Cagliari.
La risposta del Governo, affidata al sottosegretario Tullio Ferrante, conferma che materiali classificati come dual use e acciaio balistico sono stati effettivamente individuati e sottoposti a controllo. Si tratta di un riconoscimento importante della fondatezza delle denunce di USB e Orsa Porti, a conferma del valore della mobilitazione nei porti italiani. Tuttavia, i materiali non risultano sequestrati e il Governo indica la possibilità che possano essere rispediti al mittente, permettendo la prosecuzione del viaggio verso Israele lungo altre rotte, un aspetto critico che evidenzia l’assenza di una gestione politica completa della questione.
Le mobilitazioni dei portuali non hanno fermato completamente i traffici di guerra, ma hanno contribuito a rallentarli e a portare alla luce operazioni che altrimenti resterebbero nel silenzio, con un impatto concreto sulla vita delle popolazioni colpite dai conflitti. Per questo USB, Orsa Porti e le realtà del Coordinamento continueranno a vigilare attraverso un Osservatorio popolare, assicurando che ciò che passa dai porti non avvenga nell’indifferenza generale, e rafforzando mobilitazione e consapevolezza sui rischi legati ai traffici di materiali bellici.





























