La Calabria migliora la propria posizione nella classifica nazionale sulla condizione della maternità in Italia, ma restano alcune criticità strutturali legate soprattutto ai servizi per l’infanzia. È quanto emerge dall’undicesimo rapporto di Save the Children, “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026”.
La regione sale di due posizioni rispetto all’anno precedente, attestandosi al 16° posto in Italia, evidenziando segnali di miglioramento in diverse aree, ma confermando il 19° posto nel dominio “Servizi”, a causa della limitata offerta di servizi educativi pubblici per la prima infanzia.
Il rapporto analizza sette dimensioni principali: demografia, lavoro, rappresentanza, salute, servizi, soddisfazione soggettiva e violenza. In generale, le regioni del Sud risultano più “mother friendly”, ossia territori che presentano condizioni relativamente più favorevoli alla maternità grazie a specifiche politiche di supporto.
Nel dettaglio, la Calabria si conferma al 5° posto nella dimensione “Demografia”, che misura il livello di fecondità e il numero medio di figli per donna, con valori superiori alla media nazionale insieme ad altre regioni e alle province autonome.
Sul fronte del lavoro, la regione guadagna cinque posizioni e si colloca al 12° posto, rispetto al 17° dell’anno precedente. Migliora la partecipazione delle madri al mercato del lavoro, con una riduzione del part-time involontario (dal 18% al 15,5%) e un aumento del tasso di occupazione delle donne con figli minori (dal 39,8% al 43,4%).
Nella dimensione della rappresentanza politica femminile, la Calabria resta stabile al 12° posto, evidenziando le difficoltà persistenti del Mezzogiorno nel rafforzare la presenza delle donne negli organi politici locali.
La regione migliora anche nell’area della salute, dove guadagna quattro posizioni e si attesta al 15° posto, con indicatori relativi al diritto alla cura di madri e bambini.
Più critico resta invece il quadro dei servizi educativi per la prima infanzia, dove la Calabria si conferma al 19° posto, insieme ad altre regioni del Sud come Campania e Sicilia. In Calabria, la copertura dei servizi si ferma al 5,9%, a fronte di una media nazionale pari al 18,5%, evidenziando un forte divario territoriale.
Il rapporto sottolinea quindi un miglioramento generale della regione, ma anche la necessità di potenziare in modo strutturale il sistema dei servizi per l’infanzia e le politiche di supporto alla maternità.

































