La mobilitazione dei lavoratori portuali italiani si inserisce in una vertenza che riguarda da anni il riconoscimento della dignità del lavoro e delle tutele previdenziali. Il tema centrale è quello del lavoro usurante nei porti, una richiesta che i sindacati considerano ormai non più rinviabile.
Il prossimo 7 maggio i lavoratori portuali di tutta Italia incroceranno le braccia, dando vita a una mobilitazione nazionale dei porti, che nasce da un’esigenza ritenuta urgente: il riconoscimento della giustizia sociale e della specificità del lavoro svolto. In questo contesto, i portuali di Gioia Tauro saranno in prima linea, consapevoli del valore della propria vertenza.
Il SUL evidenzia come il lavoro portuale presenti caratteristiche di evidente usura psico-fisica, che però non vengono ancora riconosciute ai fini pensionistici. A sottolinearlo è Daniele Caratozzolo, Segretario Nazionale SUL Porti, che parla di una ingiustizia previdenziale che colpisce migliaia di lavoratori.
Tra le criticità segnalate rientra anche il blocco del fondo di accompagnamento all’esodo, uno strumento finanziato direttamente dai portuali attraverso versamenti mensili, oggi fermo a causa di vincoli burocratici e quindi non utilizzabile come misura di tutela.
Il lavoro nei porti si svolge senza interruzioni, con turnazioni 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno, spesso in condizioni climatiche difficili. Le attività includono la conduzione di mezzi pesanti, la movimentazione di carichi eccezionali e operazioni ad alto rischio, dove anche il minimo errore può avere conseguenze gravi. Si tratta di un contesto lavorativo caratterizzato da un forte logoramento fisico e mentale.
Secondo le rappresentanze sindacali, il mancato riconoscimento del lavoro usurante portuale rappresenta una contraddizione che i governi succedutisi nel tempo non avrebbero ancora risolto, nonostante le ripetute richieste avanzate da organizzazioni sindacali e associazioni datoriali. Il mancato dialogo istituzionale ha alimentato il malcontento e portato alla decisione di indire lo sciopero nazionale dei porti.
Vincenzo Malvaso, Segretario del Coordinamento Portuali SUL di Gioia Tauro, sottolinea come un sistema di prepensionamento per i portuali sarebbe una misura di giustizia per chi ha lavorato per anni in condizioni gravose, contribuendo in modo determinante allo sviluppo economico del Paese.
Il Coordinamento invita tutti i lavoratori delle imprese portuali ad aderire allo sciopero del 7 maggio e a partecipare alla mobilitazione prevista alle ore 11:00 presso il varco doganale del porto di Gioia Tauro.
La vertenza riguarda anche la tutela della salute dei lavoratori, che non può essere subordinata a logiche esclusivamente economiche. I sindacati ribadiscono che la crisi non deve ricadere sui lavoratori e sulle loro famiglie, chiedendo un intervento immediato delle istituzioni.
Il messaggio al Governo è chiaro: la vertenza dei portuali di Gioia Tauro deve essere sbloccata. In assenza di risposte concrete, la mobilitazione è destinata a proseguire e intensificarsi.

































