Uccide la figlia 13enne e si toglie la vita: “Aveva chiesto aiuto più volte”

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Aveva chiesto aiuto più volte, dopo alcuni tentativi di suicidio, ma sarebbe stata lasciata sola. È quanto sostengono i familiari di Mihaela Belecciu, la donna di 39 anni, di origine romena, che domenica scorsa ha ucciso la figlia 13enne Isabella prima di togliersi la vita in un appartamento di via Domodossola, nel quartiere Parella di Torino.

Secondo quanto riferito dai parenti ai quotidiani La StampaRepubblica Torino e Corriere della Sera, la donna soffriva da tempo di una grave depressione, aggravata dalla separazione dal marito, trasferitosi all’estero. La famiglia, con cui vivevano le due figlie, avrebbe chiesto più volte un ricovero e un intervento più tempestivo da parte dei servizi sanitari.

I familiari riferiscono che al Centro di salute mentale sarebbe stato fissato un appuntamento per settembre, giudicato però troppo lontano rispetto alla gravità della situazione. Una risposta che, secondo i parenti, si sarebbe rivelata inadeguata rispetto alle condizioni della donna e alle richieste di aiuto avanzate nei mesi precedenti.

Sempre secondo quanto emerso dal racconto dei familiari, la donna avrebbe lasciato un biglietto destinato alla figlia maggiore, di 19 anni, con l’indicazione di controllare il contenuto del suo cellulare e il relativo codice di accesso. Il telefono è stato sequestrato dagli investigatori, che stanno cercando di ricostruire gli ultimi giorni della donna e verificare eventuali elementi utili all’inchiesta.

A trovare i corpi della madre e della sorella sarebbe stata proprio la figlia maggiore, rientrata in casa nella mattinata di domenica. Assistiti dall’avvocato Maurizio Punturieri, i familiari chiedono ora che venga fatta piena luce sulla vicenda e su eventuali responsabilità legate all’assistenza sanitaria ricevuta dalla donna prima della tragedia.

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