Papalia: Tripodi chieda scusa: «Gravi e offensive le sue parole sulle nostre comunità»

45

Dura presa di posizione di Antonino Papalia, esponente di Fratelli d’Italia Gioia Tauro, nei confronti del sindaco di Polistena Michele Tripodi. Al centro della polemica alcune dichiarazioni sui territori e sui modelli politici, sociali e culturali. «Utilizzare il tema della mafia come una clava per colpire e disonorare intere città è irresponsabilità istituzionale», afferma Papalia, chiedendo scuse pubbliche immediate e una rettifica senza ambiguità.

TRIPODI CHIEDA SCUSA.

Le parole del sindaco di Polistena Michele Tripodi sono gravi, offensive e politicamente indecenti.

Un conto è lo scontro politico, anche duro. Un altro è utilizzare il tema della mafia come una clava per colpire e disonorare intere città.

Parlare di territori “in odore di mafia” e di “deprecabili modelli politici, sociali e culturali” significa sputare fango addosso a migliaia di cittadini onesti che ogni giorno lavorano, fanno sacrifici e resistono al malaffare senza proclami e senza passerelle.

Da un uomo delle istituzioni ci aspetteremmo responsabilità. Da un amministratore calabrese, ancora di più.

Tripodi dovrebbe sapere bene che la criminalità organizzata è una ferita che riguarda tutta la Calabria e che nessun territorio può permettersi di impartire lezioni agli altri, prima di puntare il dito contro le comunità altrui, guardi a casa propria.

La politica si combatte con le idee, con i fatti, con il consenso, non con l’insulto ed il fango. Non evocando la mafia per delegittimare chi la pensa diversamente.

Questo non è coraggio politico. È irresponsabilità istituzionale.

Per questo pretendiamo scuse pubbliche immediate e una rettifica senza ambiguità.

Perché una cosa deve essere chiarissima:
le nostre comunità possono essere criticate, ma non saranno mai lasciate sole quando qualcuno prova a infangarne l’onore.

Articolo precedente Gioia Tauro – Incendio al distributore H24: indagini in corso sulle cause