Papalia: Tripodi chieda scusa: «Gravi e offensive le sue parole sulle nostre comunità»

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Dura presa di posizione di Antonino Papalia, esponente di Fratelli d’Italia Gioia Tauro, nei confronti del sindaco di Polistena Michele Tripodi. Al centro della polemica alcune dichiarazioni sui territori e sui modelli politici, sociali e culturali. «Utilizzare il tema della mafia come una clava per colpire e disonorare intere città è irresponsabilità istituzionale», afferma Papalia, chiedendo scuse pubbliche immediate e una rettifica senza ambiguità.

TRIPODI CHIEDA SCUSA.

Le parole del sindaco di Polistena Michele Tripodi sono gravi, offensive e politicamente indecenti.

Un conto è lo scontro politico, anche duro. Un altro è utilizzare il tema della mafia come una clava per colpire e disonorare intere città.

Parlare di territori “in odore di mafia” e di “deprecabili modelli politici, sociali e culturali” significa sputare fango addosso a migliaia di cittadini onesti che ogni giorno lavorano, fanno sacrifici e resistono al malaffare senza proclami e senza passerelle.

Da un uomo delle istituzioni ci aspetteremmo responsabilità. Da un amministratore calabrese, ancora di più.

Tripodi dovrebbe sapere bene che la criminalità organizzata è una ferita che riguarda tutta la Calabria e che nessun territorio può permettersi di impartire lezioni agli altri, prima di puntare il dito contro le comunità altrui, guardi a casa propria.

La politica si combatte con le idee, con i fatti, con il consenso, non con l’insulto ed il fango. Non evocando la mafia per delegittimare chi la pensa diversamente.

Questo non è coraggio politico. È irresponsabilità istituzionale.

Per questo pretendiamo scuse pubbliche immediate e una rettifica senza ambiguità.

Perché una cosa deve essere chiarissima:
le nostre comunità possono essere criticate, ma non saranno mai lasciate sole quando qualcuno prova a infangarne l’onore.

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