L’Istituto Comprensivo Marvasi-Vizzone è in festa. È arrivato il nuovo Dirigente Scolastico, Domenico Mammola, e ad accoglierlo ha trovato una comunità scolastica intera – dai plessi di Rosarno a quelli di San Ferdinando e Bosco – felice, emozionata e pronta ad aprire un nuovo capitolo.
Docenti, personale ATA, famiglie lo hanno accolto con un abbraccio ideale, quello riservato a chi torna a casa. Perché Mammola non è un dirigente arrivato per caso. Come scrive lui stesso nel suo bellissimo messaggio di insediamento, un saluto “non formale ma carico di emozione”:
“Appartengo, con tutto l’orgoglio possibile, alla comunità di Rosarno – essendovi nato e cresciuto – così come a quella di San Ferdinando – cui mi lega il fatto di risiedervi per diversi mesi l’anno – e inoltre stimo profondamente la comunità, fiera e laboriosa, di frazione Bosco”.
Il suo è quello che lui stesso definisce nòstos, il desiderio del ritorno. “Il richiamo di casa, in me, è stato forte”, scrive. “Sono arrivato in questa istituzione scolastica con grande voglia, ambizione e gioia. Ho sempre voluto misurarmi con la sfida di portare quel che ho imparato all’interno della scuola della mia città”.
E l’istituzione scolastica ha risposto con lo stesso entusiasmo. Dopo anni in cui si sono avvicendati molti dirigenti, la comunità vede in lui, giovane, aperto e democratico, la possibilità concreta di avere finalmente stabilità.
Il punto centrale del suo messaggio è chiarissimo: non si va da soli.
“Vorrei chiarire, con grande forza, che nessuno, da solo, può cambiare il corso degli eventi. Il segreto del successo è sempre la collettività, le interazioni, le mani tese, la solidarietà e la condivisione”.
Niente promesse altisonanti, niente supereroi. Solo lavoro collettivo: “Non ci sono supereroi, ci sono donne e uomini che guardano ad alunne e alunni con la lungimiranza del buon agricoltore: vedere nel seme la pianta che darà frutto”.
Un messaggio che ha colpito tutti anche per l’eleganza istituzionale, con il ringraziamento pubblico alla Dirigente uscente Daniela Quattrone, che “ha lavorato con grande cura per costruire una scuola d’eccellenza”.
Il suo invito finale è già un programma di lavoro:
“La scuola è un bene troppo importante per essere ostaggio di egoismi e di interessi particolari. Guardiamoci negli occhi con la voglia di trovare le cose che ci uniscono e non le differenze”.
Una grande storia merita di sorgere. E l’I.C. Marvasi-Vizzone è felice di iniziarla con lui.































