La protesta degli autotrasportatori aderenti a Fedralog prosegue in Calabria, con presidi in diverse aree della regione e disagi alla circolazione. Alla base della mobilitazione, l’aumento del costo del gasolio e delle spese di gestione, che secondo i manifestanti rendono sempre più difficile sostenere l’attività di trasporto.
Per la prima volta, la mobilitazione ha interessato anche la Locride, dove è stato allestito un presidio a Grotteria Mare, nei pressi dello svincolo centrale della superstrada Jonio-Tirreno, in prossimità dell’innesto con la Statale 106. Alla protesta partecipano una cinquantina di mezzi, senza un blocco stradale, ma con rallentamenti e disagi alla circolazione.
La mobilitazione coinvolge anche le aree industriali di Cosenza, in particolare Settimo di Rende e Montalto Uffugo, mentre al porto di Gioia Tauro si registra una riduzione del traffico dei mezzi pesanti in entrata e in uscita. Qui alcuni autisti hanno scelto autonomamente di non mettersi in marcia. La situazione resta tranquilla, con le forze dell’ordine presenti sul posto per monitorare lo svolgimento della manifestazione.
Accanto alle difficoltà legate alla protesta, si registrano anche problemi nel rifornimento di carburante. Nella Locride, diverse stazioni di servizio lungo la Statale 106 sono rimaste senza scorte a causa del mancato arrivo delle autocisterne dai depositi. Nei giorni scorsi, in alcuni impianti ancora riforniti, il prezzo del diesel ha sfiorato i 2,50 euro al litro anche al self-service.
Gli autotrasportatori denunciano l’impossibilità di coprire i costi d’esercizio a fronte di tariffe rimaste invariate e margini di guadagno ormai azzerati. Tra le richieste avanzate alle istituzioni ci sono misure concrete per contenere il costo del carburante, compresa l’ipotesi di un prezzo calmierato o di un carburante dedicato alla categoria.
La mobilitazione sta raccogliendo anche manifestazioni di solidarietà da parte di cittadini e rappresentanti di altri settori produttivi, preoccupati per le ripercussioni dell’aumento dei costi di trasporto sui prezzi dei beni di prima necessità e sull’economia.
Al momento, i presidi proseguono senza particolari tensioni, mentre gli autotrasportatori attendono risposte dai tavoli di confronto a livello nazionale e locale. In assenza di interventi concreti, la protesta potrebbe continuare a oltranza
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