Chiude FareArte SudFestival delle differenti Abilità

Con lo spettacolo “Ciatu” a cura del Teatro delle Diversità dell’Associazione Neon di Catania, sabato 14 maggio si è concluso FareArte, Sudfestival delle differenti abilità che, iniziato il 7 maggio scorso, ha portato una grande ventata di spettacoli e riflessioni.

Riguardo all’ultima serata, il pubblico ha assistito  ad uno spettacolo articolato e ben costruito, salutato da un lunghissimo applauso e con il pubblico in piedi. Su questo palco abbiamo trovato tanti sorrisi e “respiri”, afferma il direttore artistico Gigi Gargano, come quello di Danilo Ferrari, giornalista, editorialista di Panorama che scrive con gli occhi, non potendo parlare e muovere gli arti. Danilo, affetto da tetraparesi spastico-distonica che gli impedisce qualsiasi movimento e comunicazione, sta portando in giro per le scuole il suo libro “il coraggio è una cosa”. Per non parlare  di Alfina Fresta mezzosoprano;  “la musica è la mia vita” afferma lei stessa e lo si leggeva nei suoi occhi felici quando, giustamente, il pubblico le ha “donato” quegli applausi meritatissimi. Insieme alle loro, si potrebbero raccontare tante altre storie che vivono in  questa straordinaria carovana dell’arte che è l’Associazione Neon.

Nella mattinata è stata la magia di Simona Atzori a catturare i tanti ragazzi accorsi nell’Auditorium comunale. Simona, dopo aver incantato i presenti con bellissimi momenti di danza, si è intrattenuta con gli studenti e ha trasmesso il valore della positività come elemento cardine della vita di ognuno, per “rendere la propria vita degna di essere vissuta”.

Giovedì e venerdì è stato Michele Tarallo con  “il giocattolo rifiutato” e “il regalo rotto” ad incantare grandi e piccini con le storie della sua Chiara e della sua famiglia. Chiara è cerebrolesa, racconta Tarallo nel suo libro  e non “guarirà” mai, ma ha tanto da insegnare. Nelle due giornate di permanenza ha svolto due laboratori teatrali molto intensi insieme ai ragazzi dell’Associazione “Coloriamo l’Arcobaleno” di Polistena e agli ospiti della comunità Futura di Maropati. Egli stesso ha affermato che “l’esperienza di FareArte si è fermata nel cuore ” mostrando la locandina attaccata nella porta del corridoio di casa sua.

Grazie a tutti gli artisti, dichiarano gli organizzatori, da Shark & Groove fino ai giovani dell’orchestra sinfonica giovanile della Calabria, da Michele Tarallo a Simona Atzori e fino alla compagnia Neon; grazie ai tanti piccoli attori che hanno rappresentato i loro spettacoli, da Pinocchio fino alla Divina Commedia e poi a Gian Burrasca; grazie ai medici che ci hanno seguito nelle nostre “escursioni scolastiche”: Carmelo Mangione, Roberto Zappone e Domenico Panuccio; grazie all’Assessore Federica Roccisano che ha subito creduto in questo progetto, all’Amministrazione Provinciale, ai comuni di Polistena, Maropati e Cittanova, grazie ai dirigenti scolastici, ai docenti, ai ragazzi, all’Associazione Dracma, a Legacoop Calabria, al centro Promaetea, alle associazioni di volontariato che hanno partecipato a questo festival , ai quattro splendidi giovani di Oceanblue Polistena e a tutti quelli che, ognuno con le proprie presenze e possibilità, hanno dato vita a questa fantastica esperienza.

Grazie al Dottore Giovanni Curcio, direttore scientifico del progetto FareArte che ha fortemente voluto il convegno sull’approccio psichiatrico “Open Dialogue”, portando a Maropati il team composto dai dottori  Arto Pekka Borchers e Jimmy Ciliberto; il convegno, grazie alla presenza dei vertici della psichiatria dell’Asp 5, ha aperto la strada alla probabile sperimentazione di questo approccio anche qui, in Calabria.

Una nota particolare va sicuramente data all’organizzazione della rappresentazione Teatrale “Grazie Giovanni” che ha coinvolto, oltre alla compagnia Orizzonti, le giovani Denise Spanò e Michela Galluccio del Liceo delle Scienze Umane di Polistena, oltre a Giuseppe Tavernese dell’Itis “Conte Milano” di Polistena; le scene sono state curate dai docenti e dai ragazzi del Liceo Artistico di Cittanova, che hanno creato un’ambientazione particolarmente affascinante. Queste collaborazioni hanno data vita ad un progetto che si estenderà l’anno prossimo e che vedrà rafforzare il già profondo rapporto tra la Cooperativa Futura e il mondo della scuola.

Lorenzo Sibio, presidente della Cooperativa Sociale Futura che ha organizzato il festival, nel suo intervento di chiusura ha ringraziato gli  operatori della Comunità di Maropati che, grazie al loro impegno, hanno reso possibile tutto questo, un ringraziamento particolare è andato al direttore artistico Gigi Gargano e al direttore organizzativo Daniela Laurito che, con passione e grande spirito di sacrificio sono riusciti ad organizzare un festival “coinvolgente in ogni momento”, come ha dichiarato qualcuno del pubblico.

Oltre 7000 studenti tra scuole medie di primo e di secondo grado, 10 Istituti Scolastici,  tre comuni coinvolti, 12 associazioni, 13 spettacoli, un convegno internazionale, decine di ragazzi con diverse abilità inseriti nei laboratori, oltre al pubblico accorso per seguire i momenti di spettacolo, sono i numeri di questi primo festival delle Differenti Abilità.

“Ognuno ha una storia e ogni storia merita di essere raccontata” ha concluso Gigi Gargano, “come hanno fatto coloro che si sono raccontati in questo festival e come faranno quelli che si racconteranno l’anno prossimo, perché non finisce qui”.

“Questo festival ha cambiato ognuno di noi” si sente dire nel pubblico, ”nessuno esce come è entrato” continuano;  “forse è ancora poco”, rispondono gli organizzatori, “il nostro compito non è solo quello di scalfire, ma di rompere il muro dell’indifferenza: Questo obiettivo ci da la forza di ricominciare”.