Coldiretti Calabria: l’altopiano della Sila (ma non solo) invaso dai cinghiali. Occorre moltiplicare gli sforzi.

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Coldiretti Calabria: l’altopiano della Sila (ma non solo) invaso dai cinghiali. Occorre moltiplicare gli sforzi. 

I selecontrollori formati dalla Regione scendano in campo

La Coldiretti Calabria, continua a denunciare da anni ormai la gravissima situazione dei danni alle colture agricole causati dai cinghiali. Una situazione ben nota – precisa Coldiretti – che però non trova una vera soluzione. Oramai è un continuo e abnorme proliferare di cinghiali che provocano gravissimi danni a coltivazioni, biodiversità e ambiente, minacciando anche sicurezza e salute pubblica. Le segnalazioni di aziende che subiscono ingenti danni alle produzioni si susseguono, così come le richieste di intervento per arginare questo fenomeno che imperversa ormai tutto l’anno. Ancor di più – aggiunge Coldiretti – in questo periodo, dove in cui sono maggiori la pressione e la presenza di questo selvatico sul territorio. Molte aree e troppe aree stanno soffrendo e vedono compromessi o, addirittura, già distrutti i raccolti delle colture estive, o estivo-autunnali. Un esempio è la drammatica situazione in cui versano i territori dell’altopiano Silano che vedono giorno per giorno danneggiati i terreni coltivati a Patate della Sila IGP e questo indebolisce sicuramente il tessuto produttivo. Il presidente della Sezione della Coldiretti di Parenti, Fiore Gualtieri, si fa portavoce di questa grave problematica e con il Presidente Regionale di Coldiretti Calabria Franco Aceto chiedono con forza l’intervento da subito dei competenti Enti Territoriali, con la necessità di una discesa in campo dei selecontrollori formati dalla Regione per predisporre al più presto una serie di interventi volti al controllo numerico delle popolazioni di cinghiali presenti.  Gli agricoltori vogliono solo poter legittimamente fare impresa, senza essere costretti a vigilare anche di notte sulle proprie colture. Proprio per far fronte una volta per tutte ad un problema la cui risoluzione necessita di una svolta improrogabile – ha concluso Aceto – per questo ci rivolgiamo  a tutti i portatori di interesse che hanno a cuore il nostro sistema produttivo, al pari della sicurezza della comunità”.

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