Coldiretti in piazza contro le speculazioni su olio e grano: sit-in anche a Cosenza

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Migliaia di agricoltori della Coldiretti sono scesi in piazza in tutta Italia per protestare contro le speculazioni sui prezzi di olio extravergine d’oliva e grano duro, simboli dell’agroalimentare nazionale e della Dieta Mediterranea. In Calabria la mobilitazione si è svolta a Cosenza, davanti alla Prefettura, dove una delegazione ha consegnato un documento contenente le principali richieste del comparto agricolo.

La protesta, organizzata contemporaneamente in tredici città italiane, punta il dito contro il crollo delle quotazioni agricole, l’importazione incontrollata di prodotti esteri e le presunte frodi lungo la filiera alimentare.

“Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole”, ha dichiarato Franco Aceto, sottolineando anche il peso crescente dei costi di produzione aggravati dalle tensioni internazionali.

Secondo Coldiretti, gli agricoltori del Sud sarebbero costretti a vendere il grano duro sotto costo, con offerte pari a 19 centesimi al chilo, mentre i prezzi al consumo continuano a salire. Una situazione definita “insostenibile” dagli operatori del settore, che denunciano il rischio di speculazioni e pratiche sleali.

Particolarmente critica anche la situazione dell’olio extravergine d’oliva Made in Italy. L’associazione evidenzia come nell’ultimo anno il prezzo del prodotto sia crollato del 50%, mentre i costi di produzione sarebbero aumentati di oltre 200 euro per ettaro. Coldiretti chiede controlli più rigorosi sull’origine dei prodotti, sostenendo che una parte dell’olio importato venga commercializzato come italiano attraverso meccanismi considerati poco trasparenti.

In Calabria, regione con circa 180 mila ettari coltivati a ulivo e una forte presenza di cultivar autoctone, la produzione 2025-2026 si sarebbe attestata poco sotto le 40 mila tonnellate, con standard qualitativi elevati.

Tra le richieste avanzate nel documento consegnato ai prefetti figurano l’aumento delle ispezioni lungo la filiera agroalimentare, l’utilizzo di tecnologie innovative come risonanza magnetica e mappatura isotopica per certificare l’origine dei prodotti, il contrasto alle vendite sotto costo e lo stop alle miscelazioni ritenute ingannevoli nel settore oleario.

Sul fronte cerealicolo, Coldiretti chiede inoltre maggiori controlli sul grano importato e l’applicazione del principio di reciprocità rispetto all’uso di sostanze vietate in Europa, come il glifosato impiegato in alcuni Paesi extraeuropei.

L’organizzazione agricola sollecita anche misure economiche urgenti a sostegno dei produttori, chiedendo lo stanziamento immediato di 40 milioni di euro per ridurre i costi sostenuti dalle aziende impegnate nei contratti di filiera.

La mobilitazione ha coinvolto, oltre a Cosenza, anche Roma, Bari, Bologna, Napoli, Palermo, Firenze, Cagliari, Pescara, Ancona, Perugia, Campobasso e Potenza.

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