Covid, Cartabellotta (Gimbe): “Segnali importanti di rallentamento dell’epidemia. Siamo arrivati al picco? Ni, vediamo cosa succede ora che tutti sono tornati al lavoro e a scuola

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Covid, Cartabellotta (Gimbe): “Segnali importanti di rallentamento dell’epidemia. Siamo arrivati al picco? Ni, vediamo cosa succede ora che tutti sono tornati al lavoro e a scuola. Situazione ospedaliera sotto controllo, ma variabile da Regione a Regione. Purtroppo la curva dei decessi è in ripida salita e sarà l’ultima a scendere. Vaccini? Nell’ultima settimana 4,5 milioni di somministrazioni totali, mai così tante. L’obbligo vaccinale sta dando qualche risultato. Distinzione tra malati covid e positivi asintomatici? Discussione di lana caprina, che non ha un impatto reale sull’occupazione degli ospedali”

 

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

 

Sulla situazione covid. “Si vedono segnali importanti di rallentamento dell’epidemia in Italia –ha affermato Cartabellotta-. Alla domanda se siamo arrivati al picco, la risposta potrebbe essere ni. Il tasso di positività dei tamponi molecolari è sceso, mentre quello degli antigenici è stabile intorno al 15%. Questo è conseguenza del fatto che abbiamo situazioni differenziate da Regione a Regione, alcune potrebbero aver già raggiunto il picco. Ovviamente aspettiamo che questo rallentamento si consolidi, anche perché in tanti sono tornati al lavoro e a scuola da pochi giorni dopo le feste di Natale”.

 

Sulla situazione degli ospedali. “In questo momento stiamo continuando a vedere che rispetto al numero dei casi, oltre 2 milioni di attualmente positivi, la situazione ospedaliera sembra essere sostanzialmente sotto controllo. Gli ingressi in terapia intensiva sembra stiano flettendo, i tassi di occupazione ospedaliera si mantengono stabili. La situazione come al solito è molto variabile da Regione a Regione. Purtroppo la curva dei decessi è in ripida salita e sarà l’ultima a scendere. Ci siamo un po’ assuefatti e se ne guarda meno, ma oltre 300 morti al giorno è un numero enorme. Oggi i decessi riguardano prevalentemente persone non vaccinate, l’efficacia del vaccino sulla malattia grave è assolutamente indiscutibile e di enorme in patto”.

 

Sulle vaccinazioni. “Nell’ultima settimana abbiamo sfondato il tetto dei 4,5 milioni di somministrazioni settimanali tra prime, seconde e terze dosi, è un numero che non avevamo mai raggiunto prima. Il numero dei nuovi vaccinati è 542mila, di questi circa la metà appartiene alla fascia 5-11 anni, la bella sorpresa è che i nuovi vaccinati sopra i 12 anni sono quasi 275mila e ben 137mila sono over 50, questo significa che la definizione dell’obbligo vaccinale qualche risultato lo ha determinato. Sono tutte notizie che la campagna vaccinale procede in maniera abbastanza serrata. Le terze dosi, a parte i giorni festivi, si mantengono oltre i 580mila a settimana. Il capitolo vaccinazione ha solo buone notizie, si sta accelerando su tutti i fronti”.

 

Sulla distinzione nel bollettino covid tra positivi asintomatici e malati. “Siccome in ospedale vengono effettuati i tamponi all’ingresso, è evidente che ci sono persone ricoverate per covid e altre che hanno tampone positivo ma vengono ricoverati per altri motivi. La proposta è di fare una differenziazione. Dobbiamo però ricordare che la malattia covid è multisistemica, quindi definire lo status asintomatico è molto complesso, specialmente nei pazienti che hanno molte malattie. Se uno entra in ospedale da positivo asintomatico, la positività al sar cov 2 può far sì che contagi gli altri malati. Da un punto di vista pratico non capisco come possano essere gestiti questi pazienti asintomatici senza un aumento del personale e una diversa organizzazione degli ospedali. Ho l’impressione che sia una discussione di lana caprina, che non ha un impatto reale sull’occupazione degli ospedali. Se il problema è il sistema delle regioni a colori allora eliminiamolo e ogni Regione si prenda la totale responsabilità della gestione”.

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