VIBO VALENTIA – Nella giornata odierna, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare interdittiva, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di una società amministrata da un soggetto vibonese, che svolge attività di imprenditore nel settore turistico-ricettivo e di commercialista.
Secondo quanto contestato, il soggetto si sarebbe reso responsabile, tra l’altro, del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche sotto forma di crediti d’imposta inesistenti.
La misura assume particolare rilievo sotto il profilo cautelare, in quanto è finalizzata a prevenire il rischio di reiterazione della condotta contestata attraverso le limitazioni previste dal provvedimento del giudice.
L’intervento si inserisce nel medesimo contesto investigativo dell’operazione eseguita il 2 luglio 2026, nell’ambito della quale era stato disposto ed eseguito un sequestro preventivo, fino alla concorrenza di 8.519.513,89 euro, sul patrimonio riconducibile all’indagato e ai soggetti economici da lui amministrati.
L’attività conferma l’impegno della Guardia di Finanza non solo nel recupero delle risorse indebitamente sottratte all’Erario, ma anche nel contrasto al rischio che attività imprenditoriali o professionali possano essere nuovamente utilizzate per la commissione di illeciti fiscali. In tale prospettiva, l’applicazione della misura cautelare interdittiva, prevista dal Decreto Legislativo n. 231/2001, mira a impedire che l’attività dell’ente possa continuare a essere impiegata per conseguire indebiti vantaggi fiscali, arrecando pregiudizio alle risorse pubbliche, al corretto funzionamento del sistema tributario e agli operatori economici che agiscono nel rispetto delle regole.

































