Bambini e ragazzi disabili, famiglie costrette a lottare tra burocrazia e spese aggiuntive
Continuano i disagi e le criticità nella fornitura di presidi sanitari salvavita per le famiglie con bambini e ragazzi disabili in Calabria. Sul tema interviene il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Raffaele Alecci, che ha presentato una interrogazione al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, per chiedere chiarezza e interventi immediati.
«Le famiglie sono abbandonate, costrette a superare da sole ostacoli burocratici e a sostenere spese aggiuntive spesso significative – afferma Alecci –. Voglio fare chiarezza: queste famiglie meritano risposte chiare, nette e immediate».
“Umiliante dover lottare per diritti garantiti dalla legge”
Secondo il capogruppo Pd, è inaccettabile che genitori di bambini con gravi disabilità debbano continuamente lottare per vedere riconosciuti diritti garantiti per legge. «Non si può neanche immaginare quanto possa essere umiliante per un papà e una mamma dover affrontare ogni volta queste battaglie», sottolinea.
Alecci cita il caso di una famiglia di Monasterace, costretta a presentare esposti a due procure prima di ottenere un presidio sanitario salvavita per il proprio figlio di 11 anni con una disabilità gravissima. Un dispositivo essenziale per la nutrizione e per la somministrazione di farmaci fondamentali per la sopravvivenza, che il bambino utilizza da anni, ma che la famiglia riesce a ottenere solo dopo estenuanti iter burocratici, tra richieste disattese e interlocuzioni vane con l’Asp di riferimento.
Forniture insufficienti e costi a carico delle famiglie
«È vergognoso – prosegue Alecci –. Ogni giorno ricevo segnalazioni e istanze da famiglie stanche e lasciate sole, che denunciano ritardi e carenze nella fornitura di strumentazioni e macchinari essenziali, con dotazioni spesso insufficienti a coprire il fabbisogno mensile».
Una situazione che costringe molte famiglie a sostenere spese aggiuntive rilevanti, aggravando ulteriormente condizioni già difficili sotto il profilo umano, economico e sociale.
Accuse alla gestione della sanità calabrese
Il capogruppo Pd punta il dito contro la gestione regionale della sanità: «Siamo nel quinto anno di governo di centrodestra a guida di Roberto Occhiuto e la situazione non è affatto cambiata».
Alecci critica in particolare Azienda Zero, definita quattro anni fa come la riforma più importante della storia sanitaria calabrese: «Ad oggi non ha prodotto risultati concreti, ma ha finito per appesantire la macchina burocratica, sottraendo risorse preziose ai territori».
L’interrogazione in Consiglio regionale
Da qui la decisione di presentare una nuova interrogazione in Consiglio regionale. «Non intendo ricercare un colpevole – chiarisce Alecci – ma capire come standardizzare le procedure nei diversi distretti territoriali, semplificando gli iter burocratici, riducendo i tempi di risposta delle Asp e aiutando concretamente le famiglie».
Tra le richieste avanzate anche la possibilità di predisporre un Piano regionale di monitoraggio trimestrale, che verifichi:
- le forniture di presidi sanitari
- le prese in carico pediatriche
- il rispetto delle tempistiche previste
“Il diritto alla salute non può attendere”
«Questi piccoli calabresi e le loro famiglie – conclude Alecci – meritano risposte chiare, nette e immediate, per garantire il diritto più importante di tutti: il diritto alla salute».






























