Si è svolta domenica 1 febbraio nella parrocchia San Nicola Vescovo a Melicucco la Marcia della Pace “Far fiorire la Pace”, promossa dall’Azione Cattolica “San Giovanni Paolo II” nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Terra in Pace”, a conclusione del mese di gennaio tradizionalmente dedicato alla pace.
Un pomeriggio intenso e partecipato, che ha visto camminare insieme Comunità Ecclesiale, Istituzioni Civili e Militari, famiglie, bambini e ragazzi, in un clima di riflessione, condivisione e speranza. La marcia, partita dalla Chiesa di San Nicola Vescovo, si è conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, Mons. Giuseppe Alberti, alla presenza delle autorità locali.
L’evento, curato dall’Azione Cattolica “San Giovanni Paolo II” e dal parroco don Pasquale Galatà, si inserisce in un percorso educativo e formativo volto a promuovere la cultura della pace come scelta quotidiana e responsabile. La referente Elena Nicolaci, che insieme ai soci Angela Galasso, Michele Galatà, Amelia Napoli e Antonella Borgese ha coordinato l’intero percorso, ha evidenziato come la proposta non si limiti a un momento simbolico, ma intenda favorire una riflessione concreta sul valore della pace nelle relazioni personali e comunitarie.
Durante l’omelia, Mons. Giuseppe Alberti ha offerto una riflessione profonda e incisiva, definendo il mese della pace come un vero e proprio “esercizio”, un tempo per allenarsi alla pace. «La pace – ha ricordato – è un dono che va invocato, ma non basta, occorre allenarsi per diventare artigiani di pace, perché la pace è un’arte che va imparata».
Riferendosi al titolo della marcia, “Far fiorire la Pace”, il Vescovo ha richiamato il valore simbolico dell’immagine del fiore, bello, delicato e prezioso: esso può crescere solo se curato con attenzione, ma basta poco perché venga distrutto. Così è la pace, una realtà fragile che può essere compromessa da parole, gesti e azioni non responsabili. Da qui l’invito a vigilare su se stessi e a custodire la pace con responsabilità. Mons. Alberti ha infine ringraziato l’Azione Cattolica per l’impegno costante e per le occasioni educative offerte alla comunità.
Sulla stessa linea l’intervento del parroco don Pasquale Galatà, che ha ribadito come essere costruttori di pace richieda un impegno personale quotidiano, mettendo da parte ciò che genera divisione e scegliendo ciò che favorisce armonia e riconciliazione, insieme al viceparroco don Igor Scalamandrè.
Anche il Sindaco Francesco Nicolaci ha rivolto un messaggio sentito, in particolare ai più giovani, ricordando come il conflitto sia purtroppo presente nella storia. Ha invitato i ragazzi a custodire la loro genuinità, a sostenersi reciprocamente, perché sono loro il futuro e il cambiamento positivo che la società attende.
Rivolgendosi ai bambini e ai ragazzi dei cori, il Vicario dell’Istituto Comprensivo, ins. Vincenzo Chindamo, ha richiamato l’importanza della collaborazione tra scuola e famiglie, fondamentale per la crescita educativa all’interno delle comunità educanti.
Particolarmente emozionante il momento musicale “Un Canto per la Pace”, con il Coro 206 Note, diretto dall’ins. Kety Sbaglia, e il Coro Carlo Levi dell’Istituto Comprensivo “Laureana – Galatro – Feroleto – Melicucco”, diretto dalla prof.ssa Maria Francesca Esposito. Le voci dei ragazzi hanno trasformato la musica in un autentico messaggio di pace e speranza.
Nel suo intervento conclusivo, Elena Nicolaci ha ringraziato la comunità, sottolineando come queste iniziative siano occasioni concrete per scegliere dialogo e rispetto, nonostante i conflitti quotidiani.
Un ringraziamento è stato rivolto anche alle Istituzioni, con riferimento alla presenza dell’Arma dei Carabinieri, rappresentata dal Brigadiere Giovanni De Marco e dai colleghi della Stazione dei Carabinieri di Melicucco, quotidianamente impegnati per la sicurezza dei cittadini.
La Marcia della Pace si è così confermata come cammino comunitario, capace di unire fede, educazione e impegno civile, nel segno di una Terra in Pace, casa comune di convivenza, rispetto e speranza.































