Il caso George Floyd: Manifestazioni e gesti di solidarietà in tutto il mondo

Il caso George Floyd, il 46enne afroamericano morto dopo essere stato bloccato da un agente, Derek Chauvin, il quale l’ha cinturato con un ginocchio sul collo per circa otto minuti e quarantasei secondi, sta scuotendo il mondo intero. Floyd infatti, dopo aver acquistato un pacchetto di sigarette a Cup Foods presso un negozio di cui era abituale cliente, porge al negoziante una banconota da venti dollari, che quest’ultimo crede essere contraffatta. Dopo aver colloquiato a lungo con Floyd nei pressi del veicolo dello stesso, uno dei commessi decide di chiamare la polizia, gli agenti accorrono in loco, e purtroppo il povero Floyd decede nel corso dell’arresto a seguito del gesto dell’agente Derek Chauvin. Nell’esame autoptico però non vi sono evidenze di asfissia o strangolamento, si fa riferimento infatti ai pregressi problemi di salute di Floyd, il quale pare soffrisse di disturbi alle arterie coronarie, che il gesto scellerato di Chauvin pare abbia acuito sino a risultare fatale. L’agente Chauvin, peraltro sembra non essere nuovo a questi gesti, tanto che in passato è stato coinvolto in altre vicende giudiziarie sempre per aver cagionato violenza. Il fatto é avvenuto a Minneapolis nello stato del Minnesota. In tutti gli Stati Uniti si sono mobilitate folle di persone per protestare contro il gesto inaudito compiuto dall’agente. In questi giorni tantissimi manifestanti sono stati posti in arresto, ma le rimostranze non accennano a placarsi. Gli agenti coinvolti, circa quattro, compreso Chauvin rischiano una condanna di circa quarant’anni per il reato compiuto. Nel frattempo sui siti scorrono anche le immagini di un altro omicidio avvenuto sempre nel corso di un arresto, che vede coinvolto un altro afroamericano trentatreenne, Manuel Ellis stavolta nei pressi di Tacoma nello Stato di Washington. In queste ore tornando al caso Floyd, a Washington in una delle tante manifestazioni, si sono assiepate per solidarietà verso l’afroamericano circa duecentomila persone nelle piazze al grido “Non respiro”, le ultime parole pronunziate dallo stesso Floyd. Anche a Piazza del Popolo a Roma la gente si é inginocchiata per 8 minuti e quarantasei secondi mostrando longanimità per il povero afroamericano. Tante anche le iniziative di persone notorie e dello sport a sostegno della famiglia Floyd e della solidarietà campale per il caso. In tutto ciò il presidente Trump, valuta per contenere le folle l’impiego, seppur pro tempore della Guardia Nazionale, anche se per ora quest’eventualità sembra sia stata esclusa. Negli Stati Uniti, non si é purtroppo mai chetata la spirale di violenza contro le persone afroamericane, le quali sono state spesso negligentemente lasciate senza alcuna giustizia. Vi sono casi a iosa nei quali gli esecutori dei delitti perpetrati contro costoro sono rimasti colpevolmente impuniti. Di sovente la polizia commette reati e violenze spropositate senza che vi sia alcun provvedimento disciplinare e/o giudiziario. Ad essere coinvolti in questi irriflessivi gesti sono quasi sempre gli afroamericani, le vite dei quali vanno propugnate coi fatti, perché ogni vita é un diritto “ius naturalis” inviolabile per ciascuno di noi.
Francesco Grossi