Il Pensiero del Giorno. La caduta del Pil: Le pensioni languono

 

Un crollo del Pil di circa l’8% a fine anno, fa presagire un calo di circa il 3% delle contributive. La platea coinvolta sarà quella che lascerà il lavoro nel 2022. Questo il drammatico bilancio emerso dalle previsioni dei dati economici del nostro paese. Non bastassero i ritardi riscontrati da diversi lavoratori nell’erogazione dei sussidi previsti dal Dl Rilancio, come avevamo detto in un precedente articolo della presente rubrica, ora anche le pensioni languono. Come già profferito da eminenti economisti la crisi socio-economica avrà notevoli ripercussioni nei mesi e negli anni venturi. Nonostante le riforme e gli ausili che il governo assumerà, in tutta Europa, e soprattutto nel nostro paese, purtroppo fra i più colpiti dalla pandemia, non saranno tempi probi e prosperi, anzi tutt’altro, come questi dati purtroppo irrefutabilmente confermano. In questa situazione di notevole difficoltà, si fa sempre più preminente il ruolo dell’Unione Europea, la quale deve battere un colpo ed istituire, non prestiti, come i paesi “frugali” dell’Europa del Nord hanno messo nei desiderata, ma delle vere sovvenzioni a fondo perduto con il Fondo di Ripresa. Non sono sufficienti le misure, seppur ambiziose, attuate sinora dalla Commissione Europea. Come già scritto più volte, l’Europa proprio in questo frangente si giuoca molto e tanto del proprio destino. Un’ eventuale e frammentaria risposta all’emergenza, rischierebbe di compromettere il futuro e le ragioni della stessa Unione. A rimetterci, ribadiamo ex novo soprattutto nel nostro paese, sono i piccoli risparmiatori e i pensionati, i quali vedrebbero in parte vanificati i sacrifici di una vita e il diritto ad una equa contribuzione. Mala tempora currunt, per quanto concerne il futuro della nostra economia, per questo si fanno sempre più urgenti le riforme e gli ausili della Comunità Europea. Non ci resta che attendere e sperare in una comunità di intenti soprattutto in Europa.

Francesco Grossi