Il Pensiero Del Giorno. La partita infinita in Europa: L’Ue sull’orlo del baratro

In queste ore di frenetiche ed estenuanti trattative sui tavoli di Bruxelles, l’Europa si gioca il proprio futuro. Tanti sono infatti ancora i nodi da sbrogliare nei colloqui ad oltranza che stanno caratterizzando gli ultimi giorni. Con i Paesi del Sud Italia, Francia e Spagna con l’aggiunta del Portogallo a far da spron battuto contro la ligia opposizione dei cosiddetti paesi “frugali”. Olanda, Austria, Svezia e Danimarca esigono garanzie sull’utilizzo dei fondi, soprattutto per i paesi con un alto debito sovrano, tra i quali vi é l’Italia e vorrebbero altresì porre alcuni veti qualora non venissero ottemperate alcune conditio sine qua non. Il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, ha avanzato nelle ultime ore ulteriori proposte pur di pervenire ad una mediazione, che pare  lungi dall’essere trovata, benché ci sia anche la Germania a far da mediatrice. Divampano gli screzi soprattutto fra il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il primo ministro Olandese Mark Rutte. Conte ritiene l’Olanda la ragione per la quale non si é ancora trovata un’intesa conveniente e vitale per il futuro dell’Unione. E sarebbe l’Olanda a suo dire a dover rispondere delle sue proprie responsabilità qualora non si arrivasse ad un’intesa. Le proposte avanzate da Charles Michel, prevedono 390 miliardi a fondo perduto e 390 miliardi di sovvenzioni. Una cifra che sa di sconfitta soprattutto per l’Italia, che vedrebbe in maniera considerevole ridotte le proprie spettanze. L’Unione Europea si trova ad un punto di non ritorno. Un eventuale mancato accordo manderebbe in fumo la ragion d’essere dell’Unione. Un fallimento dei negoziati comporterebbe un inesorabile segnale di debolezza dell’intera Unione. Un’ Unione sempre più oligarchica ed asservita al potere di pochi, i quali non intendono essere d’ausilio agli altri. Fare da bastian contrari non giova a nessuno. Cui prodest? Tutti sarebbero sconfitti e relegati ad un ruolo marginale nello scacchiere internazionale.

Francesco Grossi