Il Pensiero Del Giorno. La rabbia dei famigliari delle vittime del Coronavirus nella Bergamasca: “Qui non ha funzionato nulla”

Torniamo nella nostra rubrica, oggi ad occuparci di temi a noi tanto cari ovvero, quelli che riguardano il sociale. Ci occuperemo nello specifico della gestione dell’emergenza coronavirus nella regione Lombardia. Pietro e Diego Federici fratelli bergamaschi, in circa quattro giorni hanno perduto madre e padre a causa del coronavirus. Ci sono anche loro nei pressi della procura di Bergamo per presentare denuncia contro i disservizi e le falle della sanità lombarda durante la gestione dell’emergenza coronavirus. Non ha funzionato nulla dicono, dalla comunicazione con gli ospedali alle cure. Nostro padre é salito sull’ambulanza con le proprie gambe e in due giorni ci hanno detto prima che era migliorato, poi peggiorato ed infine deceduto. Idem con nostra madre. Ci dissero, stiamo cominciando a somministrarle la morfina per non farla soffrire, ergo in poco tempo non c’era più. Oggi, siamo qui per dare loro giustizia, affinché queste cose non accadano in futuro. Nessuno ci ha ancora sottoposti al tampone, aggiungono. Luca Fusco, presidente del comitato “Noi denunceremo- verità e giustizia per le vittime del Covid-19”, dice, siamo qui per cercare la verità su quello che é accaduto in Lombardia, identificare i responsabili e avere giustizia. Oggi siamo dinanzi la procura di Bergamo, per presentare le prime cinquanta denunce contro ignoti, ne abbiamo altre duecento da elaborare. Non puntiamo il dito contro nessuno sostiene, sarà la Procura ad indagare e formulare eventuali ipotesi di reato, in quella che sarà un’indagine lunga e difficile. Le responsabilità continua Fusco, riguardano il mondo politico, a suo dire responsabile di non aver chiuso la Valseriana il 23 febbraio, ovvero quindici giorni prima, ed é in quei quindici giorni di ritardo nei quali il virus si é inesorabilmente diffuso. Quindici giorni di inerzia istituzionale in cui il virus ha devastato il territorio. Nel frattempo cambiano i vertici della sanità Lombarda, e il Presidente Conte, coi ministri Lamorgese e Speranza sono stati convocati dalla Procura di Bergamo come persone informate sui fatti. Dopo che nei giorni scorsi erano stati sentiti l’assessore alla sanità lombarda Giulio Gallera e il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana. Le persone devono avere giustizia. Senza dubbio alcuno ci sono stati dei ritardi nella chiusura e l’istituzione della zona rossa in Lombardia, la regione di gran lunga più colpita dall’epidemia. Auspichiamo si individuino i responsabili. Le persone non sono numeri o marionette. La giustizia deve fare il suo corso e formulare eventuali ipotesi di reato. La gente va sostenuta e tutelata in ogni modo.
Francesco Grossi