Il Pensiero Del Giorno. La sfida mondiale e le polemiche sul vaccino Anti-Coronavirus.

Quello che ci fa perplimere circa la validità e la sicurezza del vaccino Anti-Coronavirus, sul quale in queste ore incessantemente si dibatte, è quel sensus di sfida infinita fra i vari paesi del mondo, come se la salute di noi tutti debba essere post-posta a degli atavici interessi dell’homo-oeconomicus. Già perché nelle ultime ore, con l’annunzio dell’inizio della vaccinazione e dell’arrivo sul mercato del Regno Unito delle prime dosi del siero Pfizer-Biontech, ciò che fa discettare non è il fine bensì il modus operandi. È un vero e proprio botta e risposta quello avvenuto in queste ore fra Europa e Regno Unito. Con l’Agenzia per la validazione e la sicurezza dei medicinali di Gran Bretagna che dà il placet alla somministrazione del siero, mentre l’Europa sostiene l’Agenzia Europea del Farmaco Europea, che a detta delle Autorità della stessa Commissione è più accurata nei controlli e nella sicurezza pre-somministrazione dello stesso siero, che per questo necessita di maggior tempo per essere immesso sul mercato dell’Unione. Tutto questo marasma, alimenta i già legittimi dubbi. Perché correre e rischiare? Ci saranno dei malcelati interessi delle multinazionali farmaceutiche dietro questa repente accelerazione? Seppur siamo negli anni venti del XXI secolo, i dubbi sorgono. Quello che ci sentiamo di dire con vigoria è che con la salute delle genti non si scherza. Anche se sono stati effettuati tutti gli iter del caso, occorrerebbe andarci cauti. Va bene debellare il virus, ma farlo senza alacrità che paiono celare interessi dei mercatalia sarebbe opportuno. Si hanno infatti, ancora dubbi anche sulla durata dell’immunità. Occorre cautelare la salute di ciascuno di noi senza trascendere nelle odiose leggi del mercato. Occorre avere quel senso di umanità etico-morale. Ma purtroppo quasi sempre il mercato e le sue proprie inumane leggi imperano. Bisogna abbattere questo impero e pensare di più all’uomo, alla propria salvezza e salute.

Francesco Grossi