Il Pensiero Del Giorno. Tutti i nodi Governo. Poche certezze, tanta confusione.

Dalla Scuola, all’immigrazione…Al Coronavirus. Tanti sono i nodi che angustiano il governo e la sua azione, praxis politica. A cominciare dalla Scuola. Tanta carne al fuoco insomma, senza che vi sia una dirimente conclusione. A pochi giorni dalla riapertura delle scuole, ancora sono tanti i punti interrogativi che concernono l’organizzazione delle stesse, per l’emergenza Coronavirus. Financo le date di riapertura fanno discutere e non poco, con le regioni divise e parcellizzate sulle stesse, causa elezioni e modus operandi per la sicurezza degli allievi e bimbi. La questione banchi come avevamo detto in un previo articolo, ancora è tutt’altro che risolta, tranne qualche raro caso isolato. E cosa dire della questione trasporti e la capienza degli autobus? Coi mezzi che sono pochi e i conducenti che non risultano essere bastevoli per fronteggiare i turni dei viaggi. Altra questione che concerne la scuola è quella dell’obbligatorietà di indossare o meno le mascherine. Nel frattempo ancora non v’è accordo sulle linee guida con la Conferenza delle Regioni. E la questione migranti? Un Altro caos. Il centro di accoglienza di Lampedusa è saturo con oltre mille migranti che albergano, pur avendo una capienza massima di circa centonovantadue persone. Inascoltati per ora, se non in parte, gli appelli del governatore siciliano Musumeci e del sindaco dell’isola Totò Martello. Per supplire al flusso di migranti sono state inviate dal Viminale sull’isola tre navi ad hoc. Tragedia anche a Crotone ove nelle ultime ore una barca con a bordo ventuno migranti è andata a fuoco, con tre migranti deceduti a seguito dell’incidente e sette feriti, fra cui alcuni membri della Guardia di Finanza che stavano soccorrendo i disperati. In tutto questo scenario, sono accresciuti notevolmente anche in Calabria i focolai e a livello nazionale i contagi. Per il governo non c’è pace, in un periodo ove occorre essere decisi e rapidi nell’azione politica per non fare arenare il paese in una voragine col Prodotto Interno Lordo a picco.

Francesco Grossi