PCI – Commemorazione del primo segretario provinciale Francesco Morabito 1890-1926

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Una delegazione della Federazione Provinciale di Reggio Calabria del Partito Comunista (PC), guidata dal segretario provinciale Nicola Limoncino e dal compagno del Comitato Centrale Francesco Talia, avendo individuato la sepoltura del compagno Francesco Morabito, primo segretario della Federazione Provinciale del Partito Comunista d’Italia, nell’ambito delle celebrazioni del centenario dalla fondazione del PCd’I, ha deciso di portare sulla sua tomba un fascio di fiori per rendere omaggio a Colui che nel nostro territorio si è speso per gettare le basi del Partito.

  Giunti sul posto, il Campo di Azione del Cimitero Monumentale di Reggio Calabria Condera, verificato che la salma, per il tempo trascorso, è stata riesumata dalla nuda terra ove riposava, la delegazione dei comunisti ha raggiunto l’ossario dove vengono riposti i resti di tutti i defunti estratti dai sepolcri e posto lì l’omaggio floreale.

  I compagni Limoncino e Talia hanno voluto sottolineare l’importanza del gesto simbolico, che serve comunque a ricordare le origini del nostro Partito e la storia delle nostre battaglie sociali,  spronandoci, oggi, in tempi assai diversi, a condurre le analisi necessarie sulla società dei nostri giorni e portare avanti le istanze della popolazione vessata e sfruttata da un nuovo modello di capitalismo globale che sta distruggendo le conquiste fatte nel passato con l’intento di soggiogare i lavoratori, e le classi popolari in genere, ai bisogni e alle esigenze di mercati finanziari.

  Francesco Morabito, all’anagrafe Francesco Luigi Antonio, nacque a Oppido Mamertina, centro preaspromontano della Piana di Gioia Tauro, il 21 novembre 1890 da una famiglia della media borghesia. Ma i valori di giustizia e di eguaglianza, misti con i sentimenti rivoluzionari, che soffiavano sul continente da inizio secolo, ebbero il sopravvento sul suo carattere ribelle e fece sua la causa del proletariato.

  Di fatti si trasferì a Reggio Calabria, dove il 13 settembre 1920 sposò Giovanna Serafina Aricò, e si procacciò da vivere come operaio, quale impiegato ferroviere, una categoria che infiammò particolarmente la provincia reggina, dalla Grande Guerra al biennio rosso, durante le rivendicazioni per gli adeguamenti salariali e contro il caro viveri.

  Visse quegli anni intensi quale fervente militante del Partito Socialista Italiano e vicino all’area massimalista, tanto che, aderì con convinzione ai punti programmatici proposti da Lenin tramite il Comintern e fu, dopo la scissione al congresso socialista di Livorno del 1921, tra i promotori della fondazione del neonato Partito Comunista d’Italia in Calabria e, particolarmente, nel reggino dove fu fondata la prima Federazione Provinciale.

  Il congresso federale della punta meridionale della penisola si tenne a Roccella Jonica e, i compagni provenienti dalle diverse sezioni territoriali, riconosciuto il suo valore politico e organizzativo, lo elessero segretario provinciale segnando l’inizio, per lui, di un impegno politico ancora maggiore. I risultati si videropresto dall’incremento del tesseramento, nonostante i tempi difficili. Un impegno che portò avanti brillantemente e che si dovette interrompere, per qualche mese, quando, nel 1923, la polizia fascista, a seguito di una lunga serie di perquisizioni su scala nazionale, attuò, dopo il sequestro di alcuni volantini e altro materiale di propaganda, una grande retata contro i comunisti di ogni regione d’Italia e Morabito finì in carcere insieme ad alti esponenti del Partito, quali Amedeo Bordiga e Ruggero Grieco, con l’accusa di associazione a delinquere  e complotto contro i poteri dello Stato.

  Rilasciato dopo alcuni mesi di reclusione, nel 1924, partecipò al nuovo congresso, tenutosi in clandestinità, a fianco della nuova dirigenza che durante la carcerazione l’aveva sostituito.

  Si spense a Reggio Calabria, giovanissimo, alla soglia dei 36 anni, il 9 febbraio 1926.

 

Gaetano Errigo

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