Ponte sullo Stretto, l’ombra della pressione sui giudici: nuovi dettagli dall’inchiesta di Roma

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Nuovi sviluppi nell’inchiesta della Procura di Roma sul Ponte sullo Stretto. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’avvocato Giacomo Saccomanno e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio avrebbero tentato di corrompere altri due giudici della Corte dei Conti chiamati a occuparsi del dossier relativo alla grande opera infrastrutturale.

L’indagine coinvolge anche Tommaso Miele, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, già finito sotto la lente degli investigatori nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura capitolina.

Tentativi di avvicinamento ai magistrati

Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i componenti della presunta “cricca” avrebbero cercato di avvicinare due magistrati contabili nel tentativo di influenzare le valutazioni sul Ponte sullo Stretto. I giudici contattati, però, non avrebbero dato seguito alle sollecitazioni ricevute da Saccomanno e Virgiglio.

Gli episodi rappresentano uno dei filoni più delicati dell’indagine, che punta a chiarire eventuali pressioni o interferenze nella gestione di uno dei progetti infrastrutturali più discussi degli ultimi anni.

Sequestrati cellulari e computer degli indagati

Nel frattempo proseguono gli accertamenti della Procura di Roma. I carabinieri del Ros hanno sequestrato telefoni cellulari e computer appartenenti agli indagati. Il materiale informatico sarà ora analizzato dagli investigatori coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco.

L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire contatti, conversazioni e possibili accordi legati al dossier del Ponte sullo Stretto.

Il rapporto tra Miele e Virgiglio

Dalle carte dell’inchiesta emerge inoltre un rapporto di stretta vicinanza tra Tommaso Miele e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio. Secondo gli atti, il magistrato si sarebbe rivolto a Virgiglio anche per individuare professionisti di fiducia, tra cui architetti, con l’obiettivo di ottenere preventivi meno onerosi per lavori di progettazione e ristrutturazione delle abitazioni dei figli.

Gli investigatori stanno verificando se tali rapporti possano aver avuto ulteriori implicazioni nell’ambito delle attività contestate.

Ponte sullo Stretto, inchiesta ancora in corso

L’inchiesta sul Ponte sullo Stretto resta in pieno sviluppo e potrebbe riservare nuovi colpi di scena nelle prossime settimane, soprattutto dopo l’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati. La Procura di Roma continua a lavorare per chiarire eventuali responsabilità e ricostruire il presunto sistema di relazioni e pressioni attorno al progetto infrastrutturale.

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