Il dipinto che ritraeva un angelo con sembianze simili alla premier Giorgia Meloni è stato rimosso dalla Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma. La decisione è arrivata dopo che l’opera aveva attirato un gran numero di visitatori curiosi, trasformando la chiesa in meta di curiosità più che di preghiera, e perché considerata divisiva dal parroco e dalla Curia. La Soprintendenza Speciale di Roma ha avviato le verifiche negli archivi per ripristinare l’affresco originale realizzato nel 2000.
Sono due le ragioni che hanno portato alla rimozione del dipinto che, secondo molti, richiamava le sembianze della premier Giorgia Meloni all’interno della Basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma.
La prima motivazione riguarda il carattere divisivo dell’opera. La seconda è legata alle conseguenze mediatiche esplose dopo la diffusione della notizia. «C’era una vera e propria processione di persone che venivano per vederlo e non per ascoltare la messa o pregare. Non era più possibile», ha spiegato il parroco, monsignor Daniele Micheletti.
Secondo quanto riferito, sarebbe stato il Vaticano a chiedere a Bruno Valentinetti, autore dell’opera nel 2000 e restauratore nel 2025, di intervenire per oscurare il volto dell’angelo. Valentinetti, però, ha sempre sostenuto che quel volto «non era la premier». Nonostante ciò, come ha dichiarato a Repubblica, «la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato».
Intanto si guarda al futuro dell’affresco. Già da sabato, quando la vicenda è diventata virale nel giro di poche ore, la Soprintendenza Speciale di Roma ha avviato una ricerca negli archivi per recuperare la documentazione – fotografica e progettuale – relativa all’opera originale della cappella del Crocifisso, realizzata nel 2000. Alle verifiche dovrebbe seguire il ripristino dell’affresco originario, ponendo fine al caso che ha acceso il dibattito pubblico e attirato l’attenzione di curiosi e fedeli.





























