Rosarno- La Lega su trasferimento scuola Bosco: “Immobile non adeguato”

Riceviamo e pubblichiamo:

“Il Gruppo Consiliare della Lega del Comune di Rosarno non può che stigmatizzare la locazione di un immobile privato, chiuso da molti anni, per trasferire ivi la scuola della Frazione Bosco. Vi sono molteplici ragioni per ritenere ciò non adeguato alle esigenze degli studenti e della didattica e, comunque, un modo per spendere delle risorse senza alcun ritorno positivo. Infatti, sarebbe stato più adeguato che, visto il tempo trascorso e la possibilità di valutare l’intervento senza fretta (da marzo a fine settembre le scuole erano chiuse e il Comune era a conoscenza della necessità di reperire altri locali), si trovassero delle soluzioni diverse come l’acquisizione di tensostrutture o prefabbricati che si sarebbero potuti collocare nelle adiacenze della Frazione del Bosco e sarebbero, poi, rimaste nel patrimonio comunale. Ma, a parte tali scelte non condivise, non sembra che l’immobile abbia i requisiti per poter essere utilizzato come scuola sia sotto l’aspetto sismico e sia sotto l’aspetto strutturale. Invero, trattasi di costruzione di oltre 40/50 anni orsono utilizzata per abitazioni e con sistemi costruttivi completamente diversi, che la rendono, certamente, non idonea, con tutte le conseguenze per la sicurezza degli studenti. Senza aggiungere che non risulta esperito alcun bando ed è stato consegnato l’intero importo finanziato senza nessuna riduzione! La Lega, ancora una volta, rimarca il modo arrogante di gestione della cosa pubblica da parte della amministrazione Idà che non ha riunito le commissioni consiliari, non ha informato il Consiglio e continua ad operare come se l’ente fosse una cosa propria. Una continua violazione delle leggi e della partecipazione della minoranza che ha reso questa amministrazione, certamente, la peggiore che Rosarno avesse potuto avere. Forse sarebbe meglio che questi ragazzi si rendessero conto del fallimento e cominciassero a pensare a rassegnare delle corrette dimissioni per non aggravare ulteriormente il disagio che vive la comunità.”