Si sono presentati come Carabinieri, annunciando una falsa perquisizione domiciliare e chiedendo a un’anziana di raccogliere denaro, gioielli e armi da sottoporre a verifica. Il piano, però, è stato sventato grazie alla prontezza della donna, che, insospettita, ha contattato i veri militari. Poche ore dopo, quando il presunto carabiniere si è presentato alla sua porta per ritirare i preziosi, ad attenderlo ha trovato i militari della Stazione dei Carabinieri di San Ferdinando, che lo hanno bloccato in flagranza e recuperato l’intera refurtiva.
I Carabinieri hanno arrestato un 35enne originario della provincia di Roma, ritenuto responsabile di truffa aggravata ai danni di un’anziana donna.
La vicenda è iniziata con una telefonata ricevuta dalla vittima. Dall’altro capo del telefono, alcuni individui, qualificandosi falsamente come appartenenti all’Arma dei Carabinieri, le avevano comunicato che di lì a poco sarebbe stata eseguita una perquisizione nella sua abitazione.
Con il pretesto di dover verificare la provenienza di alcuni beni, i falsi militari avevano chiesto alla donna di raggruppare denaro, gioielli e armi, sostenendo che potessero essere riconducibili a una vecchia rapina che sarebbe stata commessa dal padre della donna, deceduto da molti anni.
Insospettita dalla richiesta, l’anziana ha compreso che qualcosa non tornava e ha immediatamente contattato la locale Stazione dei Carabinieri. Raccolta la segnalazione, i militari hanno predisposto un intervento, appostandosi all’interno dell’abitazione in attesa dell’arrivo del presunto incaricato.
Nel tardo pomeriggio, il 35enne si è effettivamente presentato alla porta della donna, qualificandosi nuovamente come carabiniere. Mantenendo un costante contatto telefonico con un complice, ha preso visione dei gioielli che la vittima aveva predisposto sul tavolo del soggiorno.
Il presunto truffatore si è quindi impossessato dei preziosi e si è preparato a lasciare l’abitazione. Proprio in quel momento i Carabinieri sono intervenuti, bloccandolo e recuperando l’intera refurtiva, successivamente restituita alla legittima proprietaria.
Il 35enne è stato arrestato e, al termine delle formalità di rito, trasferito nella Casa circondariale di Palmi, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
L’episodio richiama l’attenzione sull’importanza di non assecondare richieste di denaro, gioielli o altri beni da parte di persone che si qualificano come appartenenti alle Forze dell’Ordine, soprattutto quando le richieste vengono formulate telefonicamente e con modalità anomale.
In caso di dubbio, è sempre opportuno interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112 NUE, senza utilizzare eventuali numeri forniti dall’interlocutore






























