Umanizzazione degli spazi di cura: presentati i locali della U.O.C. Servizio Immunotrasfusionale

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Aumentare la consapevolezza sull’importanza della donazione del sangue per sostenere l’Ospedale. È questo il concetto espresso ieri dal Commissario Straordinario del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dott.ssa Tiziana Frittelli, durante la presentazione dei locali del Servizio Immunotrasfusionale, ricordando che una parte rilevante delle prestazioni sanitarie non esisterebbero senza le donazioni di sangue.

“Con quest’intervento garantiamo maggiore efficienza del servizio e migliore presa in carico del donatore. Chi dona deve sentirsi a suo agio, in locali confortevoli e adeguati allo scopo”, ha proseguito la dott.ssa Frittelli, che ha anche voluto ringraziare in modo particolare le autorità civili e militari presenti all’evento, così come gli esponenti degli Ordini Professionali e delle Associazioni di volontariato (AVIS e ADSPEM), attori fondamentali del processo di donazione.

Erano, infatti, presenti alla presentazione il Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, dott. Giuseppe Borrelli,  il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello, dott. Gerardo Dominijanni, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, dott. Roberto Placido Di Palma, il Colonnello della Guardia di Finanza, dott. Domenico Morabito, il Luogotenente Francesco Pati, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Reggio, nonché il Presidente dell’Ordine dei Medici, dr. Pasquale Veneziano.

La dott.ssa Frittelli ha fatto il punto sui progressi del G.O.M., spiegando come si sia giunti dopo quattordici anni all’assegnazione degli incarichi al personale del Comparto, che consolida la governance aziendale e pone le basi per una migliore organizzazione dei processi di gestione.

Altri punti salienti dell’intervento hanno riguardato la sinergia con l’A.S.P. di Reggio Calabria per la gestione dei pazienti dializzati cronici e per l’imminente campagna vaccinale.

L’intervento di umanizzazione del S.I.T.:

Il Servizio Immunotrasfusionale è stato oggetto di un cambio sede – dal Presidio “Morelli” al “Riuniti” – per permettere di riunire nello stesso luogo la raccolta del sangue e le attività di lavorazione, distribuzione e conservazione degli emocomponenti, già operative presso il P.O. “Riuniti”.

A tal fine i locali sono stati interessati da un intervento di umanizzazione che rappresenta l’ulteriore tassello di un percorso di rinnovamento strutturale e tecnologico che ha già riguardato diversi reparti del G.O.M..

 “Abbiamo cercato di creare un ambiente quanto più possibile accogliente, attrattivo e, soprattutto, umano perché l’Ospedale non è solo dedicato ai pazienti ma anche ai nostri donatori”, ha commentato il dr. Alfonso Trimarchi, direttore della U.O.C. Servizio Immunotrasfusionale.

“Quest’intervento di umanizzazione ci permette di avere ambienti più vivibili, spazi più ampi e un percorso più razionale. La criticità – ha concluso il dr. Trimarchi – rimane quella legata alla quota di donatori che purtroppo è ancora molto bassa nella provincia di Reggio Calabria; un trend che vogliamo invertire anche grazie a questi ambienti rinnovati”.

Le dotazioni:

  • parcheggi gratuiti riservati ai donatori;
  • una zona prelievi con 7 postazioni;
  • un ambulatorio;
  • una sala per la compilazione della modulistica;
  • una sala d’attesa confortevole, con divani e poltrone;
  • aree comuni impreziosite da immagini a parete, come quella dei Bronzi di Riace (presente nel corridoio principale), cui si aggiungeranno a breve ulteriori elementi (monitor e nuove grafiche a parete);
  • una sala ristoro attrezzata.

Per la realizzazione di questi allestimenti il Commissario Straordinario ha voluto ringraziare la U.O.C. Gestione Tecnico Patrimoniale, diretta dall’ing. Carmelo Giuseppe Fera, e tutto il personale del reparto che si è speso fortemente affinché l’attività di donazione potesse partire già da lunedì scorso.

La presentazione si è conclusa con il consueto taglio del nastro seguito da dalla benedizione impartita da parte di don Vincenzo Pace.

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