Bancarotta e autoriciclaggio: arrestato imprenditore

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Guardia di Finanza

Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, su coordinamento della Procura della Repubblica, ha scoperto condotte distrattive gravi ai danni di una ONLUS impegnata nel terzo settore e nei servizi socio-sanitari e assistenziali. Le indagini hanno portato a misure cautelari personali e reali nei confronti di un imprenditore siciliano coinvolto nella creazione di una newco.

Il Comando Provinciale di Catanzaro della Guardia di Finanza, all’esito di un’articolata indagine di polizia giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica, ha accertato che una importante ONLUS in stato di liquidazione giudiziale, attiva nei servizi di riabilitazione, socio-sanitari e assistenziali per anziani e persone con disabilità, è stata oggetto di plurime condotte distrattive realizzate dai membri del C.d.a. in concorso con un imprenditore palermitano.

La dinamica delle indagini ha evidenziato la creazione di un nuovo soggetto giuridico, la cosiddetta newco, nella quale è confluita esclusivamente la parte operativa della ONLUS in liquidazione, con l’imprenditore siciliano nominato amministratore delegato.

Le investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro hanno rilevato, allo stato delle indagini:

  1. La ONLUS era in stato di insolvenza dal 2016, accumulando passività tributarie e previdenziali per oltre 19 milioni di euro fino al 2023.
  2. La ONLUS aveva trasferito alla newco, costituita poco prima della procedura di liquidazione, il proprio complesso operativo aziendale, senza prevedere alcun corrispettivo per quattro anni (pari a 4,2 milioni di euro), con l’obiettivo di abbandonare l’Ente al fallimento. L’operazione ha comportato anche la cessione del ramo d’azienda, inclusa la titolarità degli accreditamenti con il Servizio Sanitario Regionale, principali fonti di ricavi aziendali.

Sulla base di queste evidenze, l’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catanzaro, accogliendo la richiesta della Procura, ha disposto nei confronti dell’imprenditore:

  • Arresti domiciliari
  • Divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale e/o professionale
    per le ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva e autoriciclaggio.

Le indagini hanno inoltre evidenziato un abuso di posizione dominante della S.p.A. siciliana nella compagine della newco, che ha permesso all’imprenditore di drenare liquidità a favore della S.p.A., senza ragione economica sottostante.

Oltre alle misure personali, il GIP ha disposto:

  • Sequestro preventivo impeditivo della newco, utilizzata per commettere i fatti distrattivi e di autoriciclaggio
  • Sequestro preventivo ai fini di confisca, anche per equivalente, della somma di oltre 644 mila euro, corrispondente agli utili realizzati dalla newco nel 2022 e 2023, anche nei confronti dell’imprenditore, in caso di insufficienza di fondi.

Infine, è stato contestato alla newco l’illecito amministrativo di cui all’art. 25 octies del D.Lgs. 231/2001, in relazione alle operazioni di autoriciclaggio contestate all’imprenditore siciliano, legale rappresentante della stessa.

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