Rosarno, bene confiscato diventa Stazione di Posta: sostegno concreto ai più fragili

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A Rosarno un immobile simbolo di illegalità rinasce come presidio di inclusione sociale. A presentare l’iniziativa è il sindaco Pasquale Cutrì, che sottolinea l’impegno dell’amministrazione nel sostenere persone vulnerabili e contrastare la povertà estrema attraverso la nuova Stazione di Posta, progetto del PNRR – Missione 5.

L’Amministrazione Comunale di Rosarno sempre al fianco dei più deboli

“A Rosarno, un immobile che un tempo era simbolo di illegalità ha ritrovato una nuova vita. Da marzo 2026, grazie alla collaborazione tra il Comune di Rosarno e la Città Metropolitana di Reggio Calabria, è stata attivata la Stazione di Posta, realizzata su un bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività. Questo spazio non è solo un edificio: è un luogo dove chi si trova in difficoltà può ritrovare dignità, ascolto e speranza.

Il progetto, inserito nel PNRR – Missione 5 “Inclusione e coesione”, si propone di sostenere le persone e le famiglie più vulnerabili, offrendo strumenti concreti per ritrovare autonomia e partecipazione nella comunità.

La Stazione di Posta accoglie soprattutto persone senza dimora, offrendo loro un accesso facilitato a alloggi temporanei, sia in appartamenti sia in case di accoglienza. Ma la struttura non si limita a garantire un tetto: qui chi bussa trova un supporto completo, che spazia dall’accompagnamento sociale e sanitario alla consulenza legale e amministrativa, fino all’inserimento lavorativo.

L’obiettivo è chiaro: non solo aiutare chi è in difficoltà, ma fornire strumenti concreti per ricostruire la propria vita, rafforzare la propria autonomia e tornare a sentirsi parte attiva della comunità.

Al centro di questo percorso c’è l’équipe multidisciplinare, composta da tre assistenti sociali, uno psicologo, un educatore e un mediatore linguistico-culturale. Ogni professionista ha un ruolo specifico, ma tutti lavorano in stretta collaborazione con i servizi sociali del Comune di Rosarno, guidati dalla Dott.ssa Elia Mariagrazia, creando un filo diretto tra il supporto del Centro e le risorse già presenti sul territorio.

La riqualificazione del bene confiscato è stata curata dalla struttura tecnica diretta dall’architetto Alessandro Messina e consta di un piano seminterrato, un piano sopraelevato e un sottotetto, e può accogliere cinque persone.

La Stazione di Posta offre consulenza legale, assistenza sanitaria e orientamento al lavoro. L’équipe, grazie alla mediazione linguistico-culturale e all’affiancamento educativo e psicologico, si prende cura di ogni situazione, adattando gli interventi alle necessità specifiche di ciascuno.

E mentre le persone ritrovano sicurezza e fiducia, il Centro diventa anche luogo di formazione, monitoraggio e governance territoriale, assicurando che il sostegno sia continuo e sostenibile.

La Stazione di Posta è un esempio concreto di riuso sociale dei beni confiscati, dove un luogo che un tempo rappresentava illegalità e marginalità diventa oggi presidio di inclusione sociale, coesione sociale e contrasto alla povertà estrema“.

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