Droga nel sottosuolo – scoperto scoperto bunker segreto con serra clandestina: 4 arresti

275

Serra clandestina sotterranea scoperta nella Locride: tunnel segreto e quattro arresti

Un accesso invisibile, un tunnel sotterraneo e una serra indoor perfettamente attrezzata per la coltivazione di marijuana: è l’inquietante scoperta fatta dai Carabinieri nella Locride, che ha portato all’arresto di quattro persone.

Un accesso invisibile, un tunnel scavato nella terra e, in fondo, una serra perfettamente attrezzata per la coltivazione di marijuana. Un vero e proprio laboratorio clandestino nascosto nel sottosuolo, progettato per sfuggire a ogni controllo. È lo scenario scoperto dai Carabinieri della Stazione di Platì e dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, coordinati dalla Sezione Operativa della Compagnia di Locri e supportati dai Reparti dipendenti, che hanno arrestato quattro persone.

Tutto ha avuto origine da un’anomalia solo apparentemente marginale: un casolare agricolo in costruzione, isolato in area rurale, privo di qualsiasi accesso visibile. Un dettaglio che ha acceso l’intuito investigativo dei militari, spingendoli a concentrare l’attenzione su quella struttura e ad avviare un’attività mirata di osservazione e verifica.

La scoperta è stata sorprendente. All’interno dell’edificio, i Carabinieri hanno individuato un finto soppalco che celava un ingresso mobile. Da lì si accedeva a un cunicolo stretto e angusto, percorribile solo in ginocchio, che si sviluppava in un lungo tunnel in cemento e lamiere. Un passaggio studiato nei minimi dettagli, che conduceva a un bunker sotterraneo, completamente isolato dall’esterno.

Nel cuore di quel rifugio, una vasta sala trasformata in serra indoor funzionante. I militari hanno rinvenuto una piantagione di marijuana, con piante alte tra 110 e 160 centimetri, ormai prossime alla raccolta, oltre a diversi chilogrammi di sostanza essiccata pronta per il mercato illecito.

Un sistema altamente organizzato, alimentato da trasformatori e ventilatori in grado di ricreare artificialmente le condizioni climatiche ideali, il tutto sostenuto da un allaccio abusivo alla rete elettrica. Il bunker, frutto di un articolato abusivismo edilizio, garantiva agli indagati la possibilità di operare indisturbati, lontano da sguardi e controlli.

L’operazione conferma, ancora una volta, l’azione incessante e penetrante dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto alla produzione e traffico di stupefacenti nella Locride, dove il controllo del territorio rappresenta un presidio essenziale di legalità e sicurezza per i cittadini.

Articolo precedente Tridico: “Solidarietà all’Università Magna Græcia e a Mimmo Lucano. Quando la politica ha paura del sapere, attacca le cattedre”
Articolo successivoLavoro irregolare in cantiere edile: attività sospesa e sanzioni per oltre 11mila euro