Ranuccio: «Fermare i container diretti a Israele, Gioia Tauro non sia complice della guerra a Gaza»
Il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria chiede verifiche immediate e un intervento del Governo sulla possibile partenza dal porto di Gioia Tauro di container con materiale destinato alla filiera militare israeliana.
«Le notizie relative alla possibile partenza, dal porto di Gioia Tauro, di container contenenti materiale destinato alla filiera militare israeliana sono estremamente preoccupanti e richiedono un intervento immediato delle autorità competenti».
A parlare è Giuseppe Ranuccio, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, che chiede alle istituzioni di verificare la natura dei materiali e la loro eventuale destinazione.
«Non possiamo limitarci a prendere atto di quanto sta accadendo – afferma Ranuccio –. Se esiste anche solo il fondato sospetto che dal territorio italiano stiano partendo materiali destinati ad alimentare la macchina bellica israeliana, le istituzioni hanno il dovere di intervenire e di verificare ogni possibile violazione della normativa nazionale e internazionale».
Secondo il vicepresidente del Consiglio regionale, il porto di Gioia Tauro non dovrebbe essere utilizzato come punto di transito per materiali che possano contribuire alle operazioni militari nella Striscia di Gaza.
«La Calabria è terra di pace, solidarietà e accoglienza e non può essere associata, neppure indirettamente, alla sofferenza inflitta alla popolazione civile palestinese», sostiene Ranuccio.
Da qui l’appello al presidente della Giunta regionale affinché intervenga presso il Governo nazionale: «La Regione non può rimanere spettatrice di fronte a una vicenda che riguarda direttamente il nostro territorio e che tocca principi fondamentali di pace, tutela dei diritti umani e ripudio della guerra».
Ranuccio chiede quindi che vengano effettuati «tutti gli accertamenti necessari» e che, «qualora ne ricorrano le condizioni», venga impedita la partenza dei container dal porto di Gioia Tauro.
Nel suo intervento, il vicepresidente del Consiglio regionale allarga poi la riflessione alla situazione nella Striscia di Gaza, parlando di una «tragedia umanitaria di proporzioni intollerabili» e chiedendo al Governo italiano scelte politiche concrete.
«Ribadisco la mia ferma contrarietà al genocidio in corso nella Striscia di Gaza – dichiara – e ritengo necessario che il nostro Paese interrompa ogni relazione che possa contribuire, direttamente o indirettamente, alle operazioni militari israeliane».
Ranuccio cita in particolare «le relazioni di natura militare, la cooperazione nel settore degli armamenti e qualsiasi forma di trasferimento di materiali che possa essere utilizzata nell’ambito del conflitto».
Infine, la richiesta di un intervento immediato sui container: «Non possiamo chiedere pace e, contemporaneamente, consentire che dal nostro Paese transitino materiali che potrebbero contribuire alla guerra. La pace si costruisce anche attraverso scelte coerenti. E oggi una scelta di coerenza è fermare questi container»






























