La rubrica “Borghi di Calabria: tutto quello che non sai” apre il suo viaggio con due appuntamenti molto diversi tra loro, scelti tra gli eventi segnalati sulle pagine dedicate alla promozione del territorio e, in particolare, sulla piattaforma regionale Calabria Straordinaria. Due province, due atmosfere, due modi di stare insieme: la tavola imbandita di San Nicola Arcella e le note del jazz che attraversano le piazze di Tropea.

San Nicola Arcella, la festa a tavola

Siamo nel Cosentino, a San Nicola Arcella, dove il Clubbino del Cancarieddru ha preparato per sabato 17 ottobre, alle ore 20.30, una serata dedicata alla convivialità. Il titolo della manifestazione potrebbe sembrare semplice, ma racchiude uno dei gesti più antichi e riconoscibili della cultura calabrese: sedersi attorno a una tavola, condividere cibo e vino, raccontare, ridere e allungare la serata oltre il previsto.

Il menu, accessibile previa prenotazione, intreccia sapori tipici del territorio. Non si tratta soltanto di una cena, ma di un modo per ritrovare il valore dello stare insieme, in un borgo che ha fatto della ospitalità una delle sue identità più riconoscibili.

San Nicola Arcella porta con sé una storia lunga e stratificata. La zona era abitata già nell’età del bronzo e in epoca greca, ma la vicenda documentata comincia con Lavinium, la città romana sorta alla foce del fiume Lao dopo la distruzione di Laos. Abbandonata a causa della malaria e delle incursioni saracene, la popolazione si rifugiò sulle alture in epoca bizantina, dando origine a due insediamenti: Scalea e il suo casale, l’attuale San Nicola Arcella, un tempo chiamato San Nicola dei Greci.

Nel Settecento il principe Pietro Lanza Branciforte, sposando Eleonora Spinelli, ultima erede degli Spinelli di Scalea, entrò in possesso del feudo. Fece costruire a contrada Dino la grande residenza estiva che ancora oggi domina la costa. Furono i suoi coloni, insieme ai pescatori locali, a dare vita al primo nucleo urbano regolare, il Casaletto: le case della corte che ancora si dispongono attorno a Corso Biagio Lomaco.

Il feudo rimase ai principi fino al 1806, quando fu abolito il sistema feudale. San Nicola Arcella divenne Comune autonomo nel 1912. Da borgo di pescatori e allevatori è diventata, con il tempo, una delle mete più apprezzate della Calabria. Il suo simbolo è l’Arcomagno, l’imponente arco naturale di circa venti metri un tempo noto come Grotta Saracena, rifugio dei pirati. Il nome attuale nacque negli anni Cinquanta, quando un turista scrisse su una cartolina “Arco Magno”: l’espressione rimase.

Bandiera Blu da otto anni consecutivi, San Nicola Arcella guarda al mare con tre baie tra le più note della Riviera dei Cedri: Baia Azzurra, la costa centrale con il porto e, naturalmente, l’Arcomagno.

Tropea, il jazz nelle piazze

Il secondo appuntamento ci porta sulla Costa degli Dei, a Tropea, la Perla del Tirreno. Dal 2 al 31 ottobre le piazze del centro storico ospitano il Blue Jazz Tropea, una rassegna che accompagna il pubblico alla scoperta del territorio attraverso la musica dal vivo.

Progetti diversi, interpreti diversi, sonorità diverse: il jazz diventa qui il filo che collega le serate e restituisce alla città un ritmo diverso da quello abituale. Non solo concerti, ma occasioni per attraversare il centro storico, fermarsi, ascoltare e guardare Tropea con un’attenzione diversa.

Anche Tropea porta con sé un bagaglio di leggende. La più antica vuole che Ercole, di ritorno dalle Colonne d’Ercole, si fermasse su questa rupe e la chiamasse Tropea in onore della nutrice Giunone, oppure che fondasse un Porto Ercole per liberare la zona dai giganti. Un’altra tradizione attribuisce la fondazione della città a Scipione l’Africano che, nel 209 a.C., di ritorno dalla conquista di Cartagine, avrebbe fatto costruire un insediamento chiamato Tropaeum, “trofeo”, in ricordo della vittoria.

La spiegazione più credibile rimanda invece al greco: tropaia, il vento alterno che dal mare spinge verso il continente e provoca i temporali estivi improvvisi, detti in dialetto trupìa.

La storia, prima ancora delle leggende, parla di presenze antiche. Ausoni, bruzi ed enotri abitarono queste terre, come testimoniano una necropoli protovillanoviana a incinerazione e tombe di epoca magno-greca. Ma è con i Romani che il territorio entra pienamente nella storia: lungo questa costa Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano, mentre poco a sud, vicino a Santa Domenica, sorgeva il porto commerciale di Formicoli, dal latino Foro di Ercole, citato da Plinio e Strabone. A pochi chilometri, a Parghelia, è ancora visibile la cava di granito di epoca romana.

In epoca bizantina la posizione di Tropea, a terrazza sul mare, ne fece un luogo strategico. Restano le mura attribuite a Belisario e la chiesa di Santa Maria dell’Isola, nata nel VI secolo come eremo di monaci orientali. Dopo un lungo assedio la città fu strappata ai bizantini dai pirati arabi e in seguito riconquistata dai Normanni, sotto i quali fu costruita nel XII secolo la Concattedrale. Sotto gli Aragonesi Tropea conobbe un periodo di grande prosperità.

L’abitato storico era cinto di mura e accessibile solo attraverso porte difensive. I palazzi nobiliari del Settecento e dell’Ottocento, con i loro grandi portali, nascondevano cisterne scavate nella roccia per conservare il grano del Monte Poro, che veniva caricato sulle navi attraverso condotte di terracotta poste sotto la rupe.

C’è anche un episodio che i tropeani ricordano con particolare commozione. Nel settembre 1943 caccia americani sganciarono sei bombe sul centro abitato. Nessuna esplose. Il miracolo fu attribuito a Maria Santissima di Romania, patrona della città, festeggiata il 27 marzo e il 9 settembre. Due delle bombe inesplose sono ancora esposte nella Cattedrale.

Oggi Tropea è conosciuta in tutto il mondo per il suo mare, per i tramonti che accendono la costa, per Santa Maria dell’Isola e per il centro storico con l’Affaccio dei Sospiri. E, naturalmente, per la Cipolla Rossa di Tropea IGP, prodotto che ha fatto conoscere il nome della città ben oltre i confini regionali.

Il viaggio continua

Il nostro viaggio settimanale nei borghi di Calabria continuerà su Zmedia venerdì 23 ottobre 2026, con nuovi luoghi, nuove storie e altri appuntamenti da seguire.


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