Saccomanno – Il disagio sociale, il caro vita e la responsabilità della politica: “La protesta pacifica deve essere ascoltata”

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Giacomo Saccomanno

IL DISAGIO SOCIALE, IL CARO VITA E LA RESPONSABILITÀ DELLA POLITICA

«La protesta pacifica deve essere ascoltata. La violenza deve essere condannata. Il disagio sociale deve essere affrontato».

Intervento dell’Avv. Giacomo Francesco Saccomanno – già Commissario regionale della Lega in Calabria

L’Italia sta attraversando una fase di profondo disagio sociale ed economico che la politica ha il dovere di osservare con attenzione, affrontare con responsabilità e, soprattutto, governare attraverso risposte concrete.

Il crescente costo della vita, le difficoltà delle famiglie, la perdita del potere d’acquisto e le condizioni sempre più complesse nelle quali operano le nostre imprese rappresentano questioni che non possono essere affrontate soltanto attraverso dichiarazioni di principio o rassicurazioni istituzionali.

Dietro ogni difficoltà economica ci sono persone, famiglie, lavoratori, imprenditori. Ci sono genitori che faticano ad arrivare alla fine del mese, giovani che non riescono a costruire il proprio futuro, pensionati costretti a rinunciare anche a esigenze essenziali e piccoli imprenditori che, nonostante enormi sacrifici, continuano a garantire occupazione e dignità al nostro tessuto produttivo.

È una condizione che merita rispetto. Ma, soprattutto, merita risposte.Anche se la situazione internazionale è molto difficile.

Le manifestazioni che attraversano il nostro Paese rappresentano un segnale di malessere che non può e non deve essere sottovalutato.

Manifestare pacificamente è un diritto costituzionalmente garantito ed è una delle più importanti espressioni della nostra democrazia. Tuttavia, occorre distinguere con assoluta fermezza il legittimo dissenso da quelle condotte che degenerano in aggressioni, danneggiamenti, devastazioni e saccheggi.

In alcune manifestazioni svoltesi nelle città del Nord si sono registrati episodi di violenza che meritano una condanna senza esitazioni. Nessuna difficoltà economica, nessuna rivendicazione sociale e nessuna contrapposizione politica può giustificare aggressioni alle Forze dell’Ordine, distruzione di beni pubblici o privati e atti di intimidazione.

Al tempo stesso, ritengo importante valorizzare quelle manifestazioni che, anche nel Mezzogiorno, hanno saputo esprimere disagio e protesta attraverso forme pacifiche e rispettose delle istituzioni.

Non si tratta di contrapporre geograficamente due Italie, ma di riconoscere che il dissenso può e deve trovare espressione senza degenerare nella violenza.

La protesta pacifica deve essere ascoltata. La violenza deve essere condannata. Il disagio sociale deve essere affrontato.

Da calabrese e da già Commissario regionale della Lega, conosco le difficoltà di un territorio nel quale le fragilità economiche e sociali si accompagnano, troppo spesso, a problemi strutturali che si trascinano da decenni.

Nel Mezzogiorno il caro vita assume un significato ancora più drammatico quando si confronta con redditi insufficienti, opportunità lavorative limitate, carenze infrastrutturali e servizi che non sempre riescono a garantire condizioni di effettiva uguaglianza rispetto alle altre aree del Paese. Ed ecco un abbandono del sud e della Calabria sempre maggiore da parte dei giovani.

Non possiamo accettare che nascere o vivere al Sud significhi dover affrontare maggiori difficoltà per esercitare diritti che dovrebbero essere uguali per tutti.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato considerare il disagio sociale una questione esclusivamente meridionale. Le difficoltà delle famiglie e delle imprese attraversano l’intera Nazione e richiedono una visione politica capace di superare divisioni territoriali e contrapposizioni ideologiche.

Oggi non servono nuove promesse. Servono provvedimenti concreti, misurabili e immediatamente percepibili dai cittadini.

Occorrono interventi per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, alleggerire il peso delle spese essenziali, tutelare i redditi più bassi e garantire condizioni di maggiore serenità a chi vive del proprio lavoro.

Occorre sostenere le imprese, soprattutto quelle piccole e medie, attraverso una fiscalità più sostenibile, una riduzione degli oneri burocratici, un accesso al credito meno complesso e politiche capaci di favorire investimenti, crescita e occupazione.

Occorre restituire prospettive ai giovani, affinché il lavoro non rappresenti un privilegio da inseguire lontano dalla propria terra, ma un’opportunità concreta sulla quale costruire il proprio futuro.

E occorre farlo con particolare attenzione al Mezzogiorno, dove il sostegno alle attività produttive, il rafforzamento delle infrastrutture e la qualità dei servizi pubblici costituiscono condizioni indispensabili per una crescita autentica e duratura.

La politica non può limitarsi a commentare ciò che accade nelle piazze. Deve avere la capacità di comprendere le ragioni del malessere, distinguere le rivendicazioni legittime dalle degenerazioni violente e assumersi la responsabilità delle decisioni necessarie.

Chi rappresenta le istituzioni deve ricordare che la credibilità della politica non si misura soltanto attraverso i risultati elettorali o la forza delle dichiarazioni pubbliche, ma soprattutto attraverso la capacità di migliorare concretamente la vita delle persone e di intervenire concretamente a favore delle fasce deboli.

Il disagio sociale non deve diventare terreno di speculazione politica, né uno strumento per alimentare ulteriori contrapposizioni.

Deve essere, piuttosto, un richiamo alla responsabilità collettiva.

Perché quando una famiglia non riesce a sostenere le spese quotidiane, quando un’impresa è costretta a chiudere, quando un giovane abbandona la propria terra perché non intravede prospettive, non siamo soltanto di fronte a un problema economico.

Siamo di fronte a una questione di dignità, di giustizia sociale e di fiducia nelle istituzioni.

Il compito della politica non è chiedere ai cittadini di sopportare indefinitamente i sacrifici, ma creare le condizioni affinché quei sacrifici possano finalmente tradursi in opportunità, sicurezza e benessere.

È questa la responsabilità che dovrebbe unire tutte le forze politiche, al di là delle rispettive appartenenze.

Perché le famiglie non hanno bisogno di slogan. Le imprese non hanno bisogno di promesse. I giovani non hanno bisogno di rassicurazioni.

Il nostro popolo ha bisogno di risposte. E ha il diritto di riceverle.

Giacomo Francesco Saccomanno – già Commissario Regionale Lega Calabria

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