Rosarno – Morte di Giuseppe Pisano, il Patto di Solidarietà: “Era uno di noi, chiediamo verità”

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Il ricordo del Presidente Giacomo Saccomanno dopo la morte del 28enne: «Chiediamo che Forze dell’Ordine e Magistratura facciano piena luce su quanto accaduto»

Giuseppe era uno di noi.

Giuseppe Pisano ha frequentato per molti anni il Centro per ragazzi diversamente speciali organizzato dal Patto di Solidarietà. Sono stati momenti di gioia per tanti ragazzi che, ritrovandosi, dimostravano tutta la loro felicità nel trascorrere insieme giornate diverse da quelle che generalmente li occupavano nella quotidianità. Un gruppo che all’inizio era un poco diffidente e che, nelle settimane successive, è diventato una squadra consapevole, capace -negli ultimi tempi- di decidere cosa fare e come fare.

Per noi tutti era una naturale soddisfazione poter dare qualcosa a questi ragazzi; la ricompensa più grande erano i loro sorrisi e il loro affetto. Superata la diffidenza iniziale, Giuseppe e gli altri manifestavano un attaccamento e una gioia infiniti.

La pandemia da Covid-19 ha poi impedito la prosecuzione di questa importante esperienza e, pur con tanta sofferenza, non siamo più riusciti a riprendere le attività del Centro. Quei momenti ci sono mancati, e più volte abbiamo riflettuto sulla possibilità di una riapertura.

La notizia della morte di Giuseppe ci ha profondamente addolorati. Vedere spegnersi un ragazzo che aveva solo la voglia di vivere normalmente è un dolore che ci tocca tutti. In questo momento di cordoglio, il nostro pensiero e la nostra vicinanza vanno alla sua famiglia e alle persone che gli hanno voluto bene.

Sulla vicenda circolano molte voci, che non intendiamo né confermare né alimentare. Ciò che chiediamo, con rispetto e senza alcuna strumentalizzazione, è che Forze dell’Ordine e Magistratura facciano piena luce su quanto è accaduto: la verità è un diritto della famiglia e di tutti noi.

Questo dramma impone però anche una riflessione, che vogliamo condividere senza alcuna polemica: quale reale assistenza offrono oggi le istituzioni alle persone più fragili? Le risposte, troppo spesso, sono insufficienti. Questi ragazzi -che sono una grande risorsa per la nostra comunità- rischiano di restare soli e di non essere riconosciuti per ciò che valgono e per ciò che possono dare. Noi li abbiamo conosciuti da vicino e sappiamo quanto valgono.

Per questo non abbasseremo la guardia. Saremo vigili e resteremo accanto alla famiglia di Giuseppe, perché la sua storia non venga dimenticata e perché la sua morte non resti senza risposta.

cittadini onesti devono fare tutto ciò che è in loro potere per conoscere la verità e devono stringersi attorno alla famiglia di Giuseppe, come continuerà a fare il Patto di Solidarietà”.

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