Rosarno, il consigliere Michele Brilli diffida Comune e Giunta: chieste risposte alle interrogazioni rimaste inevase

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Rosarno, il consigliere Michele Brilli diffida Comune e Giunta: chieste risposte alle interrogazioni rimaste inevase

Il consigliere comunale di Rosarno Michele Brilli ha presentato una formale diffida al Comune, indirizzata al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario comunale, chiedendo il riscontro alle interrogazioni e agli atti di sindacato ispettivo che, secondo quanto riportato nell’atto, risultano ancora privi di risposta. Brilli richiama l’articolo 43 del D.Lgs. 267/2000 e chiede inoltre di conoscere l’elenco degli atti presentati, i relativi protocolli, i soggetti competenti e lo stato dei riscontri.

Alla cortese attenzione del Sindaco del Comune di Rosarno, del Presidente del Consiglio comunale di Rosarno e del Segretario comunale di Rosarno, e, per conoscenza, ai Consiglieri comunali e al Sig. Prefetto di Reggio Calabria al solo fine di rappresentare un potenziale stato di disordine amministrativo del Comune.

Oggetto: Diffida e richiesta formale di riscontro alle interrogazioni e agli atti di sindacato ispettivo rimasti inevasi – art. 43 D.Lgs. 267/2000

Il sottoscritto Ing. Michele Brilli, consigliere comunale del Comune di Rosarno,

Premesso

che l’art. 43 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 riconosce ai consiglieri comunali il diritto di presentare interrogazioni e ogni altra istanza di sindacato ispettivo;

che il medesimo articolo stabilisce che il Sindaco o gli assessori da esso delegati devono rispondere alle interrogazioni e alle altre istanze di sindacato ispettivo entro trenta giorni;

che tale disposizione costituisce uno strumento essenziale per l’esercizio della funzione di indirizzo e controllo politico-amministrativo attribuita al Consiglio comunale;

che il sottoscritto ha presentato nel corso del mandato e in specie negli ultimi tempi numerose interrogazioni e istanze di sindacato ispettivo, regolarmente trasmesse e protocollate;

che, nonostante il decorso dei termini previsti, risultano tuttora prive di risposta diverse interrogazioni e istanze presentate dal sottoscritto;

che tale situazione, ove confermata, non appare riconducibile ad un episodio isolato, ma ad una pluralità di atti rimasti senza il prescritto riscontro;

che sembrerebbe in atto una determinazione del Sindaco e della Giunta a creare un isolamento politico del sottoscritto – peraltro rivendicato sui social da un assessore della Giunta Cutrì – ignorando sistematicamente ogni iniziativa.

Considerato

che il mancato riscontro alle interrogazioni incide direttamente sull’esercizio delle prerogative istituzionali riconosciute al consigliere comunale;

che l’art. 328, comma 2, del codice penale disciplina, a determinate condizioni, l’omissione di un atto dell’ufficio a seguito di richiesta scritta dell’interessato, prevedendo altresì la rilevanza della mancata risposta sulle ragioni del ritardo;

Tutto ciò premesso

il sottoscritto

Diffida

il Sindaco e gli assessori eventualmente competenti a provvedere al riscontro delle interrogazioni e degli atti di sindacato ispettivo ancora inevasi, nel rispetto della normativa vigente e del Regolamento del Consiglio comunale.

Chiede

al Presidente del Consiglio comunale e al Segretario comunale, per quanto di rispettiva competenza, di comunicare formalmente al sottoscritto:

  1. l’elenco delle interrogazioni e degli atti di sindacato ispettivo presentati dal sottoscritto e risultanti agli atti dell’Ente;
  2. per ciascun atto, la data di presentazione e il numero di protocollo;
  3. il soggetto competente a fornire la relativa risposta;
  4. la data entro la quale avrebbe dovuto essere fornito il riscontro;
  5. la data dell’eventuale risposta già trasmessa;
  6. l’elenco degli atti che risultino tuttora privi di risposta;
  7. l’eventuale esistenza di comunicazioni con le quali siano state indicate le ragioni del mancato o tardivo riscontro.

Chiede inoltre

che le interrogazioni tuttora inevase siano inserite, ove previsto dalla normativa e dal Regolamento comunale, nella prima seduta utile del Consiglio comunale ovvero che venga comunicato al sottoscritto il procedimento attraverso il quale sarà garantito il relativo riscontro.

La presente costituisce formale richiesta scritta di adempimento relativamente agli atti ancora privi di risposta e viene trasmessa anche al fine di consentire una puntuale verifica del rispetto degli obblighi previsti dall’art. 43 del D.Lgs. 267/2000 e dal Regolamento comunale.

Si precisa che il sottoscritto, con la presente, non formula alcuna anticipata qualificazione penale delle condotte, rimettendo alle competenti autorità ogni eventuale valutazione in ordine alla sussistenza dei presupposti previsti dall’art. 328 c.p. o da altre disposizioni di legge.

Si chiede che il presente atto venga acquisito al protocollo dell’Ente e conservato agli atti”.

Ing. Michele Brilli
Consigliere comunale

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